RoFF20. La vita va così, film di apertura della Festa del Cinema di Roma
Riccardo Milani racconta come il denaro non può comprare tutto, dal 23 ottobre al cinema
Il film è ispirato alla storia di Ovidio Marras, un pastore sardo che viveva da molte generazioni a Capo Malfatano, costa sud-ovest della Sardegna (Teulada) a soli 300 metri circa dalla splendida spiaggia di Bellesa Manna o spiaggia di Tuerredda (all’interno dell’insenatura tra Capo Malfatano e Capo Spartivento).

Cosa rende speciale la vita di questo pastore? Ha avuto il coraggio di opporsi alla S.I.T.A.S. acronimo di “Società Iniziative Turistiche Agricole Sarde” che voleva costruire un resort di lusso di migliaia di metri cubi di cemento, avendo come supporto multinazionali e banche.
Tutti i proprietari di terreni nella zona avevano già venduto le loro terre. Ma Ovidio Marras rifiutò sempre tutte le crescenti somme offerte che arrivarono a centinaia di milioni di lire.

Agli ostinati rifiuti del pastore, che conservava in tal modo l’accesso al mare per portare al pascolo le sue vacche, i costruttori decisero di iniziare ugualmente la costruzione del resort privandolo del predetto transito. Il Marras fece causa ai colossi immobiliari vincendola nel 2018 con sentenza del tribunale di Cagliari. La S.I.T.A.S dichiarò fallimento. Purtroppo storie simili si ripetono da decenni nell’appetibile Sardegna. Ma raramente terminano a favore dell’isola, della natura e dei suoi residenti. Il film mette in risalto la tempra, la determinazione del pastore per affermare i propri valori, preservare la bellezza naturalistica del luogo, di cui, a suo avviso, tutti dovevano poter godere.

Il regista Riccardo Milani mette sotto i riflettori questa storia poco nota e la tematica della conservazione del territorio. L’ostinazione del pastore mette a dura prova le esigenze degli stessi suoi concittadini e delle istituzioni locali decisi a tollerare una speculazione edilizia che avrebbe portato turismo e lavoro favorendo il rientro di familiari emigrati per necessità.

Cosi Giacomo (l’impeccabile Diego Abatantuono, che interpreta magistralmente il presidente del potente gruppo immobiliare milanese) adotta molti escamotage per convincere – tramite Mariano (il simpatico e bravo Aldo Baglio, suo braccio destro in questo appalto) – sia Efisio Mulas (Giuseppe Ignazio Loi nella parte del pastore) che la figlia Francesca (la simpatica Virginia Raffaele, perfettamente calata nella sua parte di giovane sarda). Francesca si presta a fare la traduttrice di Efisio che parla uno dei molti dialetti sardi e risulta poco comprensibile ma chiaro con i suoi continui “No”. Infine Giacomo si rivolge ai rappresentanti del Comune e del clero che, insieme agli abitanti del paese, decidono di recarsi tutti i giorni a casa di Efisio nel tentativo di convincerlo a vendere.

L’arrivo di Giovanna (l’espressiva Geppe Cucciari, giudice nella controversia giudiziaria a Cagliari) aiuta Efisio Mulas, se mai ce ne fosse stato bisogno, a rafforzare le sue convinzioni e a non ritirare la denuncia, portando avanti la sua battaglia in difesa dei suoi diritti.

Oggi in conferenza stampa il regista Riccardo Milani ha raccontato come i suoi film: “portano a fare anche un viaggio un po’ antropologico, dentro i territori In Un mondo a parte dell’Abruzzo e in questo caso della Sardegna, c’è l’idea di raccontare dei pezzi d’Italia un po’, non voglio dire dimenticati, però sicuramente nascosti e questo secondo me è un altro elemento importante del film”.

Diego Abatantuono ha spiegato che si tratta di territori in cui le persone sono abituate a essere messe “una contro l’altra” e ad avere questo ricatto del lavoro perché c’è una disperazione autentica vera. Ha sottolineato come “l’assenza della politica sia un altro elemento. Può essere anche vero che ci sia il distacco… il concetto di Stato lì è molto lontano”.

Simone Concas, noto come Moses, ha composto l’intrigante colonna sonora del film. Il suono delle sue armoniche e dei suoi ritmi penetra sotto pelle rafforzando il contatto con la storia e la tradizione della sua stupenda isola.

Gli ho chiesto di raccontarmi in breve il suo percorso musicale e ha detto: “La nonna mi ha insegnato a suonare l’armonica, ho continuato a fare arte e musica con il pianoforte. Ho cominciato a suonare per le strade del mondo, ho fatto l’artista di strada per tanti anni. Poi nel 2016 ho vinto Italia’s Got Talent e da lì mi si è aperto un mondo di palchi. Quindi ho continuato a lavorare sul sociale”.