Venezia 81. L’Attachement – La tenerezza
L’Attachement di Carine Tardieu, presentato alla Biennale Cinema di Venezia dello scorso anno, ora in sala
L’attachement – La tenerezza, dopo essere stato presentato all’81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ora è finalmente al cinema. I protagonisti assoluti del nuovo film di Carine Tardieu sono i sentimenti. Ma non sfugge agli stereotipi della commedia sentimentale.
La pellicola racconta come anche persone non connesse da legami di sangue possono instaurare relazioni profonde. Il film è liberamente ispirato al romanzo L’Intimité di Alice Ferney. Fin dall’inizio la regista, e sceneggiatrice, ci porta dentro l’azione.
Una giovane donna e il marito suonano al campanello della vicina – Sandra, una libraia single di mezza età incarnata da Valeria Bruni Tedeschi – per non lasciare da solo il piccolo Elliot di 6 anni poiché la madre deve correre in ospedale per partorire.

La donna incinta non farà più ritorno a casa. Sandra, signora occhialuta e scapigliata, sarà al centro di vari intrecci amorosi insieme al vicino e suo figlio. Da elogiare la prova della Tedeschi, che interpreta un personaggio fuori dai soliti cliché. Una donna cinquantenne solitaria, single per scelta, che fuma sempre e non mangia quasi mai. Forse per questo accetta volentieri la compagnia del bambino del vicino, che entra nella sua vita con empatia e simpatia.

A proposito di sentimenti e tenerezza l’attrice ha dichiarato: “Non so se questa è la società francese di oggi però penso che sia come dell’ossigeno. Pensare alla famiglia, alla coppia, alla maternità, come qualcosa che possiamo inventare e che non è obbligatoriamente nelle convenzioni di quello che c’è sempre stato. Forse ecco l’unica legge importante è che ci sia tenerezza in questi legami, perché una famiglia inventata è altrettanto allegra e bella di una famiglia convenzionale, biologica o negli schemi di sempre”.

Il lungometraggio, scandito attraverso i mesi della neonata, non si sofferma a spiegare il perché di certi comportamenti e reazioni, ma racconta i sentimenti che muovono i personaggi e i loro rapporti. Questa capacità di tenerezza e di cura, non necessariamente legata a rapporti biologici ma affettivi e trasparenti, è la dimensione umana, sana della convivenza, purtroppo non sempre “normale”. Si può creare una “famiglia” anche senza legami di sangue ma affettivi. Quindi un film sull’amore, tipicamente francese.