Spider-Man: Brand New Day, l’eroe volante dal 29 luglio al cinema
Spider-Man torna a salvare il mondo e recupera Hulk

Peter Parker torna a combattere il crimine a tempo pieno nei panni di Spider-Man. Il mondo non si ricorda di lui, vede i suoi vecchi amici continuare la loro vita. Tutti hanno dimenticato Peter Parker, a causa di un incantesimo, come si vede alla fine di Spider-Man: No Way Home (2021). Peter affronta il cambiamento che lo rende capace di fermare una nuova minaccia per la città e per le persone che ama, come MJ (Zendaya): un potente nemico invisibile. Il mondo ha dimenticato Peter Parker, ma lui non ha dimenticato nessuno.

Tom Holland (ex Billy Elliot), eterno adolescente e idolo dei teenagers, dopo aver vestito i panni di Telemaco nell’Odissea di Christopher Nolan torna a indossare la tuta rossa e blu di Spider. Al film si aggiunge un tocco di rosa per il recente matrimonio a giugno, il set fu galeotto, con la sua partner nel film, Zendaya. Finora il matrimonio più duraturo è stato per Holland quello con la Marvel.

Nonostante gli effetti della computer grafica, i voli in picchiata a prova di vertigini, dell’uomo-ragno tra i grattacieli di New York, sono spettacolari. Ma hanno la meglio in questo film i sentimenti, i valori, i rapporti. Risultando a volte un po’ sdolcinati e intrisi di nostalgia. Il nostro supereroe è così speciale, unico da dover essere solo, non può condividere i suoi poteri con qualcuno e la sua missione è difendere, proteggere la gente di New York. Eternamente innamorato e devoto ma destinato a osservarla da lontano e proteggerla quando corre qualche pericolo.

Lo spettatore è invitato a commuoversi nel vedere questo ragazzo che, finito il liceo, diventa adulto ma che non può vivere fino in fondo il suo destino di uomo perché è un eroe la cui mission è salvare la sua città. In ogni crescita si perde qualcosa e si acquista qualcosa. Nel caso di Spider-Man l’adulto si trova solo. Non è mitico come Superman, è il ragazzo di quartiere, timido, che puoi incontrare ogni giorno al supermercato, ed è questo il suo appeal: la possibilità di ogni ragazzo comune di identificarsi con l’eroe.

Alcune sequenze un po’ diluite, rallentate nelle scene romantiche un po’ melò (questo è forse il capitolo più intimista della saga dell’Uomo-Ragno), hanno un po’ penalizzato il film d’azione che, con un montaggio più incalzante, sarebbe stato possibile contenere nei 120 minuti canonici, invece dei 145. Ottima l’interpretazione di Mark Ruffalo che da professore si trasforma nel selvaggio Hulk. Molto intrigante e attuale la tematica della manipolazione e controllo mentale. Scenario immancabile, campo d’azione, del nostro supereroe è New York, ovvero gli Stati Uniti, patria di eroi e salvatori del mondo.

Spider-Man rassegnato all’oblio si dedica, a tempo pieno, alla lotta contro il crimine. Per questo diventa la persona più amata di New York restandone, al tempo stesso, la più sola. Un film sulla formazione, crescita, il divenire adulto di Peter Parker e non solo, un passaggio obbligato, a volte doloroso, affrontare i cambiamenti del corpo e della mente che accompagna molti giovani alla ricerca della propria identità, che si identificheranno con il protagonista… I conflitti che Spider-Man affronta sono anche interiori. Ma è un film anche contro le apparenti certezze, dove quelli che sembrano i “cattivi” non sono peggiori dei “buoni”.