La selva meravigliosa di Eva Jospin

La selva meravigliosa di Eva Jospin

Al Museo Fortuny va in scena la magia della natura, fino al 24 novembre 2024

Venezia. Al Museo Fortuny (dove vivere l’incanto dell’Oriente) Eva Jospin (Parigi, 1975), traendo ispirazione dalla natura, crea composizioni plastiche anche di grande volume e dal forte impatto scenografico con materiali quali cartone, elementi e fibre vegetali, parti metalliche e tessuti. Le sue opere creano un’atmosfera fiabesca, a tratti misteriosa, quasi magica. Un mondo fatto di paesaggi, alberi, piante, rami, foglie, formazioni geologiche, brani di vegetazione, strutture architettoniche che bastano a se stesse, dove l’uomo è assente. La Terra, la natura possono esistere anche, o soprattutto, senza l’ingombrante presenza umana.

Eva Jospin

Con il Museo Fortuny le opere dell’artista sembrano dialogare non solo con il contesto storico e ambientale che le accoglie, Palazzo Pesaro degli Orfei, ma soprattutto con l’identità delle raccolte che custodisce, con la produzione artistica di Mariano Fortuny. Queste opere condividono con il Museo Fortuny raffinatezza, l’aura magica ed estraniante, la sospensione dalla realtà.
La meraviglia è suscitata anche dalle impreviste affinità estetiche e operative tra le poetiche dei due interpreti: un confronto e rimando continuo tra Jospin e Fortuny sulla natura, sui processi creativi e sperimentali. Questi trovano la loro espressione tanto nell’ideazione e ricerca sul tessuto, quanto nello studio dell’artificio e della finzione scenica, connaturati a un contesto teatrale.

Eva Jospin

La grande installazione nel portego di Museo Fortuny è una “selva” artificiale che, nel percorrerla, dà la sensazione di smarrire la cognizione di tempo e spazio e di trovarsi in un “altrove” indefinito e disorientante. L’opera è una commistione tra naturalismo e artificiosità.

Eva Jospin

Il core dell’installazione è Galleria (2021-2024): un passaggio ad arco con un elegante soffitto rinascimentale a cassettoni realizzato con cartone, legno e materiali vari in cui ricorrono diverse fonti d’ispirazione del lavoro dell’artista. La Galleria è una probabile evocazione dei viaggi dell’artista in Italia. Dove è entrata in contatto con le architetture rinascimentali e barocche, quelle classiche, i capricci, le rovine e le fontane, le ville patrizie e le dimore storiche. All’interno della struttura, come in uno studiolo quattrocentesco, si trovano dei pannelli in legno, cartone e collage alternati a disegni che raffigurano delle vedute che evocano un mondo lontano, fiabesco, quasi mistico come quello delle atmosfere simboliste.

Mostra

Alle estremità del corridoio si trovano due composizioni plastiche che ne costituiscono il duplice ingresso. La prima, anch’essa chiamata Galleria (2021-2024), riproduce una sezione di foresta resa ancora più credibile dai colori bruni del legno. La seconda, Nymphées (2022-2024), appare come un omaggio dell’artista alla tradizione architettonica veneziana dal XVI secolo in poi. Si tratta di una serliana articolata in un’apertura centrale ad arco e due ali laterali trabeate al cui interno sono appesi due ricami incorniciati, sovrapposti ad altri ricami seguendo una modalità espositiva che ricorre anche nell’allestimento dell’atelier di Mariano Fortuny al piano superiore del museo. I dipinti a trompe-l’oeil di soggetto agreste rievocano quelli eseguiti da Fortuny nel “giardino d’inverno” al primo piano dell’abitazione.

Eva Jospin

Sul fondo del portego si accede a una sala ove trova posto Carmontelle (2023), un panorama “animato” ispirato ai paesaggi ideati da Louis Carrogis de Carmontelle (Parigi 1717-1806). Sono vedute incise su tela e fatte ruotare su un rotolo di carta teso tra due strutture cilindriche usate come sfondo per azioni sceniche e teatrali. Eva Jospin elabora una veduta traforata mossa da un dispositivo meccanico che rievoca, idealmente, quelli concepiti dal pittore e architetto francese del XVIII secolo, sia nella struttura che nella funzione scenica. In tal modo richiama l’attività svolta da Fortuny nel campo della scenografia.
Entrare, perdersi e uscire dalla foresta per provare pura meraviglia. Stati emotivi e sensazioni che impattano su vari livelli della dimensione sensoriale e intellettuale del visitatore: si va dallo stupore al divertimento, dalla sorpresa al senso di smarrimento.

La mostra è a cura di Chiara Squarcina, Pier Paolo Pancotto e in collaborazione con Galleria Continua.

Informazioni

Museo Fortuny
San Marco 3958
30124 Venezia
Tel. +39 041 5200995

Antonella Cecconi

Viaggi-cultura dipendente. Amo raccontare luoghi, persone, arte e culture. Innamorata dell'orizzonte non potrei vivere senza nuove destinazioni, arte, mare e la mia porta per l'altrove: i libri. I regali più graditi: un biglietto per un viaggio o un libro. Segni distintivi: una prenotazione in tasca, un libro nell'altra e un trolley accanto al letto. antonella@nomadeculturale.it

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