Mario Schifano con una raccolta di 100 opere al Palazzo Esposizioni di Roma

Mario Schifano con una raccolta di 100 opere al Palazzo Esposizioni di Roma

La mostra monografica di Mario Schifano con opere provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere

Mario Schifano (Homs, Libia 1934 – Roma 1998), uno degli artisti più rappresentativi dell’arte contemporanea italiana che è stato in grado di cogliere le infinite possibilità dell’immagine, inaugura con la sua mostra il nuovo programma avviato da Palazzo Esposizioni per lo studio e la valorizzazione dei protagonisti e dei movimenti che hanno tracciato la cultura visiva del secondo Novecento, in particolare quella scaturita dall’humus culturale della città di Roma.

Mario Schifano
Palazzo Esposizioni Roma

Così il critico e poeta Cesare Vivaldi descriveva nel 1963 il giovane Mario Schifano: “Il nòcciolo tenero e sensibilissimo del suo animo è la passione per la pittura”. La mostra è la dimostrazione di questa dichiarazione con una raccolta di oltre cento opere, tra le più importanti e rappresentative, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere.

Mario Schifano
Stanza di casa Agnelli, 1968 (particolare)

Quanto sia speciale questa esposizione è evidente già dalla meraviglia che coglie il visitatore, appena entrato nella rotonda, dove viene catturato dalla Stanza di casa Agnelli (1968). Una intera stanza con dipinti sulle pareti per 17 metri realizzata per la casa romana di Marella e Gianni Agnelli. Qui la fantasia dell’artista esplode come un fuoco d’artificio. Poi il percorso espositivo prosegue nelle sette grandi sale al piano nobile di Palazzo Esposizioni.

Mario Schifano
Stanza di casa Agnelli, 1968 (particolare)

Vale la pena soffermarsi sulla consueta introduzione biografica corredata da fotografie d’autore e documenti. L’esposizione segue un percorso cronologico, dai lavori degli esordi informali e materici, ai monocromi degli anni Sessanta, all’uso del linguaggio fotografico e degli artisti più rappresentativi della storia dell’arte, fino alle opere degli anni Novanta in cui emergono le problematiche sociali e coloniali.

Mario Schifano
NO, 1960, dittico, collezione privata

Il prolifico artista è un instancabile sperimentatore. Usa ogni tipo di materiale, dai colori ai monocromi o alle bicromie, ogni tipo di linguaggio: da quello fotografico o piuttosto le opere note della storia dell’arte fino alle immagini televisive fisse o in movimento. Contamina la fotografia con la pittura, arrivando fino al cinema seguendo il filo rosso dell’impegno sociale.

Mario Schifano
Senza titolo (Beebe’s tree), 1963, dittico, collezione privata

Mario Schifano riesce a realizzare nello stesso periodo di tempo lavori affini, magari usando linguaggi diversi. Seguendo la mostra si ha, a volte, la sensazione di vedere delle serie. Ma le sue opere sono sempre innovative e mai banali.

Mario Schifano
Futurismo rivisitato a colori, 1965, trittico, collezione privata

È una retrospettiva a cui dedicare il giusto tempo e attenzione soprattutto se si desidera esplorare anche i cortometraggi dell’artista. L’abile curatrice, Daniela Lancioni, è riuscita a restituire – attraverso un centinaio di dipinti, film, foto e cortometraggi – un ritratto complesso e a tutto tondo dell’artista.

Mario Schifano
Mario Schifano, Roma, 1968, Foto Patrizia Ruspoli

L’esposizione è una rassegna che pone il visitatore in contatto con la fantasia di Mario Schifano attraverso varie tecniche, materiali ed elaborazioni diverse. I visitatori e le visitatrici della mostra possono assistere, con un ingresso gratuito e reiterato, al programma di proiezioni nella Sala Cinema di Palazzo Esposizioni durante tutta la durata della mostra.

Mario Schifano
Compagni compagni, 1968, trittico Collezione privata. Courtesy Giò Marconi Gallery,

La serie Propaganda del 1962, con i particolari di vari famosi brand, testimonia la mutazione della società e del paesaggio urbano.

Mario Schifano
Fantasia del paziente naturale, 1970, Collezione D’Ercole, Roma

Commoventi, e presagi dei tempi, sono le opere dell’ultimo periodo, gli anni Novanta: Palestina, Tracce di minaccia etc. poche parole e poche note colorate per parlare di una tragedia che aveva investito il mondo e dura tutt’oggi.

Mario Schifano
Il parto numeroso della moglie del collezionista, 1984, Collezione Valsecchi

Tra le ultime opere 40 piccole tele della serie Le avventure dei giocattoli eccedenti (1992), realizzate con i giocattoli (robot, dinosauri, aerei, squali etc.) del figlio Marco Velieri, segni di una creatività sempre giovane e insaziabile.

Mario Schifano
Corrente anomala come la notte, come il dì, come Modì, 1984, Collezione Enzo Pinci, Roma

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Electa, nel quale, oltre al testo della curatrice, ci sono i contributi di storici e storiche dell’arte che di recente hanno dedicato all’artista studi innovativi: Manuel Barrese, Fabio Belloni, Stefano Chiodi, Andrea Cortellessa, Giorgio Di Domenico, Flavio Fergonzi, Giorgia Gastaldon, Francesco Guzzetti, Chiara Perin.

Mario Schifano
Terminale. 1985, Collezione Emilio Mazzoli, Modena

Non manca un ricco public program e un articolato programma di proposte educative riservate a diverse tipologie di fruitori e fruitrici.

Mario Schifano
Palestina, 1990, Collezione Ovidio Jacorossi

La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo. Prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia. Main Partner Eni. Con il supporto della Fondazione Silvano Toti.

Informazioni

Palazzo Esposizioni Roma
Sede: via Nazionale 194, 00184 Roma
Periodo fino al 12 luglio 2026
Telefono: +39 06 696271
Biglietto d’ingresso per tutte le mostre in corso: Intero € 15,00 – Ridotto € 12,00
Ragazzi dai 7 ai 18 anni € 7,00 – Biglietto open € 19,00

Antonella Cecconi

Viaggi-cultura dipendente. Amo raccontare luoghi, persone, arte e culture. Innamorata dell'orizzonte non potrei vivere senza nuove destinazioni, arte, mare e la mia porta per l'altrove: i libri. I regali più graditi: un biglietto per un viaggio o un libro. Segni distintivi: una prenotazione in tasca, un libro nell'altra e un trolley accanto al letto. antonella@nomadeculturale.it

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