Videocittà, 13.000 presenze per una cascata d’acqua al Gazometro

Videocittà, 13.000 presenze per una cascata d’acqua al Gazometro

Si è conclusa a Roma, all’ombra del Gazometro, Videocittà Watercult 2026, la fusion tra archeologia industriale, nuove tecnologie e futuro

Gazometro

Roma. Videocittà è un evento che, con le sue 13.000 presenze alla sua IX edizione, si è confermato un appuntamento di successo e irrinunciabile dell’estate romana, e non solo. È tra i pochi eventi italiani che si posizionano come punto di incontro tra cultura contemporanea, musica, arte, innovazione e nuove tecnologie.
Un Festival della Visione e della Cultura Digitale – ideato da Francesco Rutelli, con la direzione artistica di Anna Lea Antolini, la direzione creativa di Michele Lotti e il sostegno di Eni (main partner della manifestazione) – che aspira a superare i confini e che l’ultima sera ha visto anche la presenza del regista David Cronenberg.

David Cronenberg e Francesco Rutelli
David Cronenberg e Francesco Rutelli

L’edizione di quest’anno, Videocittà Watercult 2026, ha visto una partecipazione record di pubblici di tutte le età. L’acqua è stato il tema dell’intero festival: presente nelle grandi installazioni immersive, nei live audiovisivi, nelle opere di videoarte, nelle esperienze in realtà virtuale e nei momenti di approfondimento (risorsa vitale, fenomeno naturale, patrimonio culturale e protagonista delle grandi sfide ambientali del nostro tempo).

Gazometro

La location, il Gazometro (quanti romani sanno che i gazometri in realtà sono ben quattro?), da sola vale il biglietto. Una struttura di archeologia industriale particolarmente suggestiva che, insieme al vicino Teatro India (sede dell’ex fabbrica di saponi Mira Lanza), è stata recuperata come sede di arte e cultura. Strutture che creano un nuovo equilibrio tra uomo, ambiente e tecnologia. All’entrata l’accoglienza era affidata a un avveniristico albero di foglie di pannelli solari verdi.

Gazometro

A seguire una mostra di arte contemporanea: Riflessi, d’acqua, ça va sans dire. La luce del sole attraversa l’acqua, è movimento, disegna linee, diventa linguaggio. Una collettiva di artisti che ha indagato l’acqua come principio trasformativo, che rende visibile l’energia. L’allestimento, attraverso i pieni e i vuoti, creava una rete in cui la luce costruisce lo spazio.

Gasometro
Michelangelo Pistoletto, Terzo Paradiso – Le caustiche neurali, 2026

Tra queste opere spicca Terzo Paradiso – Le caustiche neurali di Michelangelo Pistoletto. Un’opera inedita, tealizzata per la terza edizione di Arte al Gazometro, pone in relazione le trame luminose dell’acqua con la rete neuronale del cervello umano. L’esito è un linguaggio comune, un’unica rete generativa. L’artista invita a riflettere sulla interdipendenza tra sistemi artificiali e naturali, in cui rintracciare una responsabilità condivisa.

Valentina De Martini ha presentato gli abitanti marini in grande scala, Squali e Capodoglio, come apparizioni. I cetacei rimandano immediatamente al mare, all’acqua e a un equilibrio che l’uomo sta perdendo di vista, con la natura, il pianeta e i suoi abitanti. I colori fluidi, fatti di velature donano alle opere un’atmosfera quasi onirica.

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Valentina De Martini, Squali

Nel Giardino, al tramonto, Rufa & Saint Louis College of Music hanno presentato Conflueces, performance audiovisite. Una sorta di sperimentazione con video e musica che interagiscono tra loro.

Molto seguiti sono stati gli AQUA Talk ideati da Francesco Rutelli e gli incontri curati da Simone Arcagni, con la presenza di artisti, scienziati, studiosi ed esperti sui temi dell’acqua, dei cambiamenti climatici, del patrimonio storico e delle trasformazioni geopolitiche.

Talk
Aqua Talk di Simone Arcagni

Ha riscosso successo di pubblico anche la sezione di Videoarte con i video e i talk di artiste/i di rilievo internazionale come Adrian Paci, FLATFORM, Shahzia Sikander, Monira Al Qadiri, Cecilia Bengolea. In particolare il pubblico si è messo pazientemente in coda per vivere le esperienze in VR, installazioni interattive, come l’esplorazione degli abissi marini.

Gasometro
In Lympha

Tra gli appuntamenti più apprezzati l’installazione immersiva site-specific In Lympha all’Opificio 41 – ideata e prodotta da Eni in collaborazione con Videocittà, accompagnata dalla nuova versione di Black Water realizzata da Apparat, compositore, musicista e producer tedesco, protagonista anche di uno speciale DJ set esclusivo sul Main Stage. Un viaggio mitologico in un fantastico mondo sottomarino, in cui il confine tra spettatore e immagine si annulla. L’acqua è un principio generativo che mette in movimento ogni forma di vita, dalle cellule al mondo vegetale, animale e umano.

Gazometro

UNDA, la spettacolare installazione luminosa site-specific ha trasformato il Gazometro G4, in un faro urbano di luce e laser ispirato al movimento perpetuo dell’acqua, che evoca le onde del mare. Poi Nature’s Computility, “la cascata virtuale” dell’artista cinese Cao Yuxi, presentata per la prima volta in Italia.

Videocittà

Dopo il tramonto il main stage, sempre affollatissimo, ha ospitato alcuni dei protagonisti più interessanti della scena elettronica contemporanea, da Mace ad Apparat, passando per Populous, Sara Persico & Mika Oki, fino al live conclusivo di Voices From The Lake e alla performance audiovisiva FREEFALL di Liminal State. Musica avvolgente e trascinante che ha fatto danzare molti alla luce dei laser e delle stelle.

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Il Festival, un’area tra installazioni e spazio performativo, ha confermato la vocazione dell’evento a esplorare i linguaggi più innovativi della musica e della sperimentazione audiovisiva.

Videocittà ha ricevuto il riconoscimento del Ministero della Cultura, il supporto della Regione Lazio, il contributo di Roma Capitale, Zetema e Camera di Commercio di Roma. I Partner sono Acea e SIAE, la Rai è Media Partner del Festival.

Informazioni

Videocittà Watercult 2026

Antonella Cecconi

Viaggi-cultura dipendente. Amo raccontare luoghi, persone, arte e culture. Innamorata dell'orizzonte non potrei vivere senza nuove destinazioni, arte, mare e la mia porta per l'altrove: i libri. I regali più graditi: un biglietto per un viaggio o un libro. Segni distintivi: una prenotazione in tasca, un libro nell'altra e un trolley accanto al letto. antonella@nomadeculturale.it

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