Festival dei Due Mondi di Spoleto, catapultati in tutte le dimensioni dell’arte
Urlicht Primal Light, FLUX – Full Experience e Unhappen Unhappen Unhappen – Pepper’s Ghost Dioramas
Spoleto. Questo è il mio racconto di due giorni al Festival dei Due Mondi. Il tempo è stato poco ma le emozioni tante.

Lo spettacolo Urlicht Primal Light, della compagnia di circo contemporaneo Circa – svoltosi nell’affascinante Teatro Romano di Spoleto – ha tradotto la musica di Gustav Mahler in una sinfonia di corpi e suoni. Proprio la comune passione per Mahler è stato il trait d’union tra il direttore artistico Yaron Lifschitz, i giovani performer di GmC Lighthouse e i musicisti di Franui Musicbanda, ensemble tirolese. A Dobbiaco Mahler trascorse le ultime tre estati della sua vita, al di là della montagna rispetto al villaggio d’origine, Innervillgraten, di Franui Musicbanda.

Circa si distingue per creazioni audaci e spettacolari. Il suo lavoro è stato un’innovazione nell’arte circense. Organizza corsi aperti al pubblico e programmi circensi per le comunità australiane.
Lo spettacolo è stato un mix tra musica, arte circense e danza. Circa Contemporary Circus è una compagnia australiana fondata nel 2004 che si è esibita in oltre quarantacinque Paesi. La sua performance, il cui filo conduttore è la musica sinfonica, unita all’abilità di coniugare maestria acrobatica circense, danza e teatro, è risultata suggestiva.

Urlicht Primal Light ha unito due mondi: quello austriaco e quello australiano in uno stile poetico e sognante. Uno spettacolo trasversale, sperimentale con un ritmo a volte lento. La magia del nomadismo del circo e la stanzialità del teatro hanno trovato il loro luogo d’incontro nell’antico Teatro Romano. La magia del circo e quella dei Lieder di Mahler ha fatto spalancare gli occhi degli spettatori.
Un’altra proposta originale e molto interessante è quella andata in scena al Complesso monumentale di San Nicolò: FLUX – Full Experience. Maura di Vietri insieme alla compagnia Fattoria Vittadini ci hanno proposto un viaggio. In parte in realtà virtuale, in parte performance dal vivo, evoca il rito sciamanico della ricerca del proprio animale-guida. Come in queste cerimonie si accede a uno stato alterato di luci e colori e animali che ci guidano nel cammino attraverso danze sinuose ed ipnotiche. Un percorso spirituale offerto grazie anche alle nuove tecnologie.

La mostra Unhappen Unhappen Unhappen– Pepper’s Ghost Dioramas, nell’Ex-Battistero della Manna d’Oro, è un’altra occasione di stupore e meraviglia. Propone quattro diorami animati da varie sequenze interattive. I diorami sono stati realizzati da: Anathi Conjwa, William Kentridge, Micca Manganye e Sabine Theunissen.
Pepper’s Ghost è una tecnica che deve il suo nome a John Henry Pepper che la rese famosa nel 1862, Un’illusione teatrale vittoriana che si serve di uno specchio semi-argentato che consente di vedere oggetti e performer dietro lo specchio (se illuminate) e di riflettere le immagini davanti allo specchio (se illuminate). Tale pratica è stata usata, sin dal 2019, dal Centro for the Less Good Idea.

The Centre for the Less Good Idea (fondato nel 2016) da Kentridge e Bronwyn Lace ha la sua sede a Johannesburg. Porta avanti la ricerca dell’idea meno buona, periferica. Promuove progetti artistici sperimentali e interdisciplinari. Il Centro è uno spazio creato per sostenere gli artisti africani. Con la mostra Unhappen Unhappen Unhappen il progetto del Centro è uscito fuori dal Sudafrica.
La stessa parola Unhappen, ripetuta come un mantra (dall’inglese “non accadere”, “disfare”), indica il voler cancellare un trauma passato quasi non fosse mai esistito.

Vediamo rappresentate sequenze dolorose come l’apartheid, attraverso la commemorazione di un padre veterano del Sudafrica o la tragedia di Mayakovsky ideata da William Kentridge, in cui l’artista induce a riflettere sulla prosa e sul linguaggio come strumento di satira per affrontare la realtà di oggi.
In Tata Anathi Conjwa commemora il padre defunto, un veterano, e i sacrifici fatti dai combattenti sudafricani per la libertà in nome della democrazia del Paese. Stivali militari cadono come bombe sullo sfondo mentre la figura di Conjwa si muove, canta, intona lamenti e rende omaggio a questa storia.

In proposito Maria Teresa Venturini Fendi (Presidente della Fondazione Carla Fendi), ha dichiarato: “Non credevo che nello spazio miniaturizzato di un diorama, una ‘scatola’ con un lato aperto alla visione dello spettatore, fosse possibile racchiudere così tanti mondi. Kentridge e gli artisti di The Centre for the Less Good Idea danno vita a narrazioni connesse al presente e al passato, animate da suoni, voci, canti, immagini. Storie complicate e dolorose che spesso scaturiscono dai traumi dell’apartheid e del colonialismo, ma che hanno sempre un lato ludico e sorprendente che permette di andare oltre. È questa sinergia collettiva tra scrittori, ballerini, cineasti, artisti, musicisti di ogni parte del mondo, oltre alla ricchezza del valore artistico di Kentridge e di tutto il gruppo, ad avermi attirato verso questo progetto, perfettamente in linea con l’approccio multidisciplinare e sociale della Fondazione e a cui va un meritato riconoscimento”.
La mostra è visitabile fino al 27 luglio.
Informazioni
Spoleto Festival dei Due Mondi
Urlicht Primal Light
Teatro Romano – Spoleto
FLUX – Full Experience
Complesso monumentale di San Nicolò – Spoleto
Unhappen Unhappen Unhappen – Pepper’s Ghost Dioramas
LUOGO: Ex-Battistero della Manna d’Oro
INDIRIZZO: Piazza del Duomo
ORARI:dal 25.07 al 27.07 | 11.00 – 19.00
CURATORI: Guy Robertson, Bronwyn Lace
ENTI PROMOTORI: Fondazione Carla Fendi, Mahler & LeWitt Studios
Ingresso libero