Venezia 83. Wild Horse Nine, brillante cult da Oscar®

Venezia 83. Wild Horse Nine, brillante cult da Oscar®

Un film imperdibile, con interpreti strepitosi, che arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 5 novembre

In Wild Horse Nine, ambientato prima del colpo di Stato cileno del 1973, due agenti della CIA Chris (John Malkovich) e Lee (Sam Rockwell) vengono inviati, dal loro capo, MJ (Steve Buscemi), da Santiago all’Isola di Pasqua. Tra le inconfondibili statue dell’isola i due partner lottano con il loro ambiguo passato e le cospirazioni presenti. Durante il soggiorno Chris conosce una coppia di studentesse ribelli (Mariana di Girolamo e Ailín Salas) e rischia di mandare all’aria il viaggio in questa mitica isola.

Wild Horse Nine
WILD HORSE NINE – John Malkovich and Sam Rockwell

Diretto dal vincitore dell’Oscar® Martin McDonagh (Tre manifesti a Ebbing) Wild Horse Nine è straordinariamente interpretato dal due volte candidato all’Oscar® John Malkovich, Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile e il vincitore dell’Oscar® Sam Rockwell (Tre manifesti a Ebbing). Non è da meno Steve Buscemi (Fargo, Ghost World) e la brava Mariana Di Girólamo (Ema, El Jockey). La brillante sceneggiatura è scritta da McDonagh, affiancato dal montatore vincitore dell’Oscar® Mikkel. Wild Horse Nine è il quinto lungometraggio dello sceneggiatore e regista premio Oscar® Martin McDonagh ed è incentrato su un’amicizia intrisa da decenni di segreti e compromessi morali.

Wild Horse Nine
John Malkovich

Ambientata in Cile nel 1973 la storia si svolge nei mesi di forte tensione che precedono il colpo di Stato militare che avrebbe rovesciato Salvador Allende, presidente democraticamente eletto. Mentre le forze politiche si radunano sul continente i due agenti si trovano sull’isola di Pasqua – un avamposto vulcanico a più di 2.000 miglia nell’Oceano Pacifico (una delle terre più isolate del pianeta) – con intenzioni diverse. Chris riflette sulle sue scelte di vita registrando le sue memorie mentre Lee cerca di conciliare le direttive del capo sul destino di Chris.

Wild Horse Nine
WILD HORSE NINE – Steve Buscemi John Malkovich and Sam Rockwell

In Wild Horse Nine il regista esplora, attraverso Chris, la moralità di un uomo che è stato decenni all’interno di strutture nascoste della politica globale: «Ho pensato che sarebbe stato interessante affrontare il senso di colpa di una persona e il suo atteggiamento nei confronti di ciò che ha fatto». Chris si trova al termine della sua carriera dopo anni trascorsi a svolgere operazioni sotto copertura. La lealtà è nel rapporto tra i due, Lee rimane profondamente fedele a Chris come amico, collega e anche custode. McDonagh: “L’affetto tra questi due uomini, ecco il cuore della storia”. Sotto l’umorismo noir del film si cela un’emotività intensa.

Wild Horse Nine
John Malkovich

Un film in perfetto equilibrio tra un messaggio politico (rassegnato), umorismo e affettività. Malkovich l’ha descritto così: «È molto divertente – in modo insolitamente cupo». Mi ricorda la vita». La storia di Wild Horse Nine è nata da una vecchia attrazione per un luogo sulla terra che era rimasto impresso nell’immaginario di McDonagh per oltre un decennio: “Quel viaggio all’Isola di Pasqua, che ovviamente è un territorio cileno, mi ha in un certo senso liberato, permettendomi di utilizzare l’isola, la storia del Cile e il rapporto degli Stati Uniti con il Cile, tutto in un unico contesto”.

Wild Horse Nine
Steve Buscemi and Sam Rockwell

A proposito della location il regista, in conferenza stampa, ha affermato: “Tutte le statue sull’isola circa un migliaio sono sacre, quindi appunto abbiamo dovuto imparare a creare un legame di fiducia di rispetto, però ce l’abbiamo fatta… è stato meraviglioso. Alla fine abbiamo cercato di non lasciare nulla indietro da un punto di vista logistico. Con i locali è stata davvero un’esperienza straordinaria”.

Wild Horse Nine
John Malkovich

Riguardo la sceneggiatura McDonagh ha aggiunto: “Avevo scritto alcune versioni di questa storia con due persone diverse, che non avevano molto a che vedere con la CIA. In una erano una coppia di padre e un figlio, in un’altra invece erano due attori. Però poi ho iniziato a pensare a qualcosa che in realtà a cui ho sempre pensato già dai miei anni della gioventù: appunto a due agenti della CIA e al periodo di Salvatore Allende.

Poi ho capito che probabilmente la storia si sarebbe potuta concentrare sulle esperienze del senso di colpa da parte di uno dei protagonisti. Si è però trasformata in qualcosa di molto più profondo anche un po’ più oscuro. Sono sempre stato molto interessato alla verità di tutto ciò che gli agenti della CIA hanno fatto negli ultimi 15-20 anni, ma anche delle cose terribili che hanno fatto in tutto il mondo e quindi il film parla di questo.”.

“Il film [ha aggiunto il regista n.d.r.] parla del Guatemala, del Congo, della Baia dei Porci. Quindi penso che sia un qualcosa di cui non si è parlato abbastanza. Sappiamo molto del KGB, però non mettiamo mai in discussione le attività della CIA quanto forse dovremmo fare. Quindi ho iniziato a farmi delle domande, lo faccio spesso anche per i miei film meno politici. Mi piace proprio mettere in discussione l’autorità, ma anche quello che spesso ci viene detto”.

Wild Horse Nine
John Malkovich

Alla domanda: “Come sceglie i ruoli che decide di interpretare in un film?” John Malkovich ha risposto: “Scelgo in base a ciò che non ho ancora fatto. Quindi questo è un po’ il mio punto di partenza. Questo sicuramente è stata una decisione molto facile, proprio perché mi è sembrato da subito un copione scritto meravigliosamente, una sceneggiatura scritta benissimo.

Quindi quando mi è stata inviata questa sceneggiatura ho deciso che l’avrei fatto assolutamente e fortunatamente l’ho fatto. Per quanto riguarda i ruoli in questo caso mi è piaciuto il fatto che fossero due mascalzoni che non hanno veramente idea di far parte di quello di cui fanno parte in un contesto di democrazia destabilizzata. Ho sempre fatto quello che mi piace nella mia vita e conto di continuare a farlo. Non voglio smettere di lavorare, non ho intenzione di andare in pensione”.

Un film con un grande senso dell’umorismo che con grande ironia affronta due degli eventi terribili della storia con leggerezza ma con un profondo senso di giustizia. Le due studentesse sono di sinistra e molto idealiste, piene di vita, credono nei progetti per il futuro del loro Paese.

Alla domanda sul suo strano personaggio, capo della CIA, Steve Buscemi ha così risposto: “Non penso che il mio personaggio sia strano, forse lo definirei umano e sicuramente un personaggio che fa fatica perché ha moltissime responsabilità, è capo di un ufficio. Non può controllare questi due tizi, soprattutto il personaggio di John che non sembra nutrire alcun rispetto per lui, è semplicemente invidioso del loro rapporto proprio perché lui deve fare il suo, deve rispondere a chi è sopra di lui e ha il suo modo di gestire i problemi”.

Wild Horse Nine
Ailín Salas e Mariana Di Girólamo

Alla domanda se McDonagh avesse già in mente gli attori come protagonisti mentre scriveva la sceneggiatura ha risposto: “Ci penso sempre devo dire. Da sempre volevo lavorare con questi attori meravigliosi, Sono tutti attori con cui ho già lavorato. Non conoscevo Ailín e Marianna, però è stato meraviglioso poter lavorare anche con loro. Quando ho scritto il film era proprio per parlare del 1973 e del Cile. Però guardandolo adesso effettivamente sembra un po’ che sia anche una sorta di riflessione sulla situazione geopolitica contemporanea. Un film storico che però ha una sorta di richiamo anche su quello che sta avvenendo”.

Wild Horse Nine
RED CARPET – WILD HORSE NINE – John Malkovich and Sam Rockwell Ph. Aleksander Kalka – Courtesy Archivio Storico La Biennale di Venezia

Il cast di Wild Horse Nine si è dimostrato veramente eccellente nelle rispettive interpretazioni ma quella di John Malkovich è superlativa e siamo veramente felici che desideri ancora lavorare.

Wild Horse Nine – Voto 9,5 (max 10)

Informazioni

La Biennale di Venezia

Searchlight Pictures

Data di uscita: 05/11/2026

Antonella Cecconi

Viaggi-cultura dipendente. Amo raccontare luoghi, persone, arte e culture. Innamorata dell'orizzonte non potrei vivere senza nuove destinazioni, arte, mare e la mia porta per l'altrove: i libri. I regali più graditi: un biglietto per un viaggio o un libro. Segni distintivi: una prenotazione in tasca, un libro nell'altra e un trolley accanto al letto. antonella@nomadeculturale.it

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