Bruxelles, cosa vedere e gustare
Bruxelles, una città poliedrica dove immergersi nella bellezza e accontentare il gusto
INDICE
COSA VEDERE: Grand Place – Musei Reali delle Belle Arti del Belgio – Museo Magritte – Museo Horta – Museo Strumenti Musicali – Museo del Fumetto – Atomium – Passages – Cattedrale di San Michele e Santa Gudula – Emiciclo del Parlamento Europeo
COSA GUSTARE: Belgian Beer World – Cosa e dove mangiare – Come muoversi
Bruxelles è una città poliedrica che sfogli a poco a poco e scopri che ha tante sfaccettature di cui innamorarsi. Dalla meraviglia delle architetture della Grand Place, che rimane scolpita nella memoria, ai fumetti che trovate diffusi nella città e nel Museo del Fumetto. Come non rimanere affascinati dai maestri fiamminghi del Museo di Belle Arti, dalla collezione di quadri di René Magritte o dagli itinerari Art Nouveau, in cui si distingue la casa di Victor Horta. Non ultimo è la destinazione ideale per palati raffinati: la birra e la cioccolata sono tra le migliori del mondo. Per gli amanti di antichità c’è il Mercato delle Pulci di Sablon e il Quartiere degli antiquari.
Grand Place

La Grand Place, o Grote Markt, di Bruxelles è considerata una delle più belle piazze del mondo. Non a caso occupa, dal 1998, un posto nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Unesco. La visita nella capitale belga non può che iniziare da qui: un magico cerchio di palazzi sontuosi di varie epoche.
Il quattrocentesco Hôtel de Ville in stile gotico, con una torre alta 96 m e il San Michele che dall’alto domina la città. Di fronte c’è la Maison du Roi (Broodhuis, in fiammingo, Casa del Pane) che nel XIII secolo era un edificio in legno dove si vendeva il pane. Ora ricostruita è la sede del Museo della storia di Bruxelles. Completano la piazza le case delle corporazioni cittadine che evocano i mestieri che erano praticati in piazza e in città.

Partendo dalla destra dell’Hotel de la Ville e girando nella piazza in senso orario si incontra la Casa dei commercianti. Segue L’Etoile (la Stella), ricostruita già nel 1695, venne interamente demolita nel 1852 per consentire il passaggio di un tram a cavalli. Fu ricostruita nel 1897 per iniziativa del sindaco.
Sotto la sua loggia c’è il monumento bronzeo all’eroe Everard t’Serclaes che nel 1356 liberò la città dall’occupazione di Luigi II di Fiandra. Segue le Cygne (il Cigno), fu costruita nel 1698 e nel 1720 venne acquistata dalla Corporazione dei Macellai (la Casa dei Bouchers).
L’Arbre d’or (l’Albero d’oro), Casa della Corporazione dei Birrai (Brassers), è oggi Museo della Birra che ne mostra la storia della sua fabbricazione. Datata 1696 è ornata da sculture. Sopra la Casa sta la statua equestre di Carlo Alessandro di Lorena.

Dopo due case borghesi: La Rose (la Rosa) e Le Mont Thabor c’è la Casa dei Duchi di Brabant, con una monumentale facciata classicheggiante del 1698 che ingloba sette edifici. Il nome deriva dai 19 busti dei Duchi posti alla base delle lesene. Nel 1770 fu aggiunto un fastoso frontone ornato con il rilievo dell’Abbondanza. La maggior parte degli edifici erano di proprietà comunale ma le case furono poi vendute (1696) a privati per finanziare la ricostruzione del Municipio. Al n. 13 c’è il Museo del Cioccolato.
La Balance (la Bilancia), un edificio ricostruito nel 1704 con una fastosa facciata a tre livelli e ricca decorazione barocca. Sulla loggia del primo piano ci sono cariatidi di mori che sostengono una bilancia d’oro. Era la sede del più antico Caffè della Grand Place.

Da destra a sinistra: Le Cerf volant, Joseph et Anne, L’Ange, La Chaloupe d’Or, Le Pigeon, Le Marchand d’Or. La Chaloupe d’Or (la Scialuppa d’Oro) era la Casa della Corporazione dei Sarti (1697). Sull’edificio sta la statua di Sant’Omobono da Cremona, patrono dei Sarti. Sopra la porta sta il busto di Santa Barbara.
Le Pigeon (il Piccione), Casa della Corporazione dei Pittori, qui visse Victor Hugo nel 1852. Sull’altro lato corto della piazza, da destra Le Roi d’Espagne (il Re di Spagna), la Casa della Corporazione dei Panettieri, con una facciata classica, è coronata da statue e cupola ottagonale con rivestimento in rame. Al centro della facciata c’è il busto di Carlo II di Spagna, da cui prende il nome l’edificio. L’edificio è stato ricostruito fra il 1901 e il 1902 sui progetti originali seicenteschi.

Segue La Brouette (la Carriola), Casa della Corporazione dei Tessitori (XV secolo ma ricostruita in pietra nel 1644). è decorata con la statua di sant’Egidio, patrono dei tessitori. Le Sac (il Sacco), Casa della Corporazione degli Ebanisti (XV secolo), con gli utensili del mestiere in facciata. I primi tre piani sono originali (1644). L’ultimo piano con il ricco frontone fu aggiunto nel 1697 dall’architetto-ebanista Antoine Pastorana nel 1697. L’intero edificio fu restaurato nel 1912 e oggi ospita La Maison des Maitres Chocolatiers Belges.
Segue La Louve (la Lupa), Casa del Giuramento degli Arcieri, è stata costruita in pietra nel 1690. In facciata presenta un frontone con Apollo sormontato dalla Fenice che risorge dalle sue ceneri. Sopra la porta ci sono Romolo e Remo allattati dalla Lupa. Le quattro statue in facciata: Verità, Menzogna, Discordia e Pace sono opere seicentesche.

Le Cornet (il Cornetto), Casa della Corporazione dei Battellieri fu ricostruita (1697) da Antoine Pastorana che disegnò anche il frontone a forma di poppa di nave. Le Renard (la Volpe) è la Casa della Corporazione dei Merciai (1699)
Musei Reali delle Belle Arti del Belgio
I Musei Reali delle Belle Arti del Belgio sono la più importante collezione d’arte della nazione con migliaia di dipinti, sculture e disegni. Fanno parte del complesso ben quattro musei: il Museo di Arte Antica (XV-XVIII secolo), quello di Arte Moderna (XIX – XX secolo), il Museo Wiertz e il Museo Meunier. La maggior parte delle opere del Museo di Arte Antica – spazioso, monumentale che consente una giusta distanza – sono fiamminghe e presentate in ordine cronologico. Rogier van der Weyden, Petrus Christus, Hans Memling, Hieronymus Bosch, che vi incanterà con i suoi paesaggi demoniaci (Trittico delle tentazioni di Sant’Antonio, 1516), e per finire una sala dedicata a Pieter Bruegel I.

Non perdete, al piano terra, la sala immersiva con le opere di Bruegel di cui avrete modo di ammirare i dettagli.
A rappresentare i secoli XVII e XVIII troviamo un Rembrandt, le monumentali tele di Peter Paul Rubens, Jordaens e Antoon van Dyck. Il Museo di Arte Moderna ospita opere che raccontano l’arte in Belgio dal 1800 fino ad oggi: dal Neoclassicismo di Jacques-Louis David (Assassinio di Marat) al Romanticismo di Delacroix, fino a Van Gogh e a un inedito Gauguin, per non parlare di Giorgio De Chirico.

Museo Magritte
Dal 2009 al complesso dei Musei Reali si è aggiunta una quinta raccolta: il Museo Magritte. Si tratta della più grande collezione al mondo del pittore belga (ospita quasi 200 opere). L’artista è stato un protagonista indiscusso del Surrealismo e dell’arte concettuale. Molto il materiale esposto per ricostruire la vita e la vicenda artistica del pittore.

Un viaggio affascinante nella sua arte attraverso quadri, disegni, fotografie, sculture ma anche lavori pubblicitari e film. Il percorso inizia dal III piano ed è cronologico. Le sue opere più famose e iconiche si trovano al I piano, come L’impero delle luci. Non bisogna andare a cercare un simbolo all’interno dei suoi quadri, l’ha confermato la moglie.

René Magritte (1898 – 1967) spesso usava la fotografia come strumento per elaborare un dispositivo scenico al fine di preparare un quadro che avrebbe dipinto. Nel 1929 Magritte contribuì all’ultimo numero de La Rivoluzione Surrealista con testi e immagini.

Secondo l’artista le parole sono della stessa sostanza delle immagini ecco perché il nome di un oggetto, a volte, è al posto di un’immagine in un quadro. Simpatizzante Magritte aderisce al partito comunista nel dopoguerra, ma presto subentrò “disaffezione totale” e ne allontanò. Quando nel 1940 il Belgio è impegnato nella Guerra Magritte cerca di fuggire e parte per la Francia da solo senza Georgette.

Dopo qualche mese ritorna a Bruxelles dove ritrova sua moglie e i suoi amici, ma l’atmosfera è pesante. In quel periodo dipinge Il ritorno (1940), simbolo forse della libertà a cui ciascuno aspira. Un dipinto in cui si rintracciano alcuni dei grandi temi del pittore: il gioco tra il diurno e il notturno, e l’uccello che non sappiamo se attraversi il cielo o se è il cielo ad attraversarlo. Quest’immagine, in un’altra versione, diventerà in seguito il simbolo della compagnia aerea nazionale del Belgio, la Sabena.

Nel 1948 il suo stile cambia, diventa quasi caricaturale, e trova ispirazione nei fumetti. Dipinge la Magia nera apparsa per la prima volta nel 1934 durante una mostra organizzata al Palazzo delle Belle Arti di Bruxelles. Il corpo è diviso in diversi colori, la testa e il busto sono fusi in un cielo dello stesso colore azzurro. L’artista compie un atto di magia nera nel trasformare l’incarnato della donna in un cielo.

Splendido Il dominio di Arnheim (1962), dipinto in più versioni. Il sapore delle lacrime (1948) è l’unico dipinto che possiede una replica esattamente identica: stesse dimensioni, stessa data e stessa firma in basso a sinistra, con uguale titolo e la data sul retro. L’altro quadro si trova in un istituto di Birmingham.
Magritte si è ispirato ai paesaggi fantastici e glaciali descritti nelle novelle di Edgar Allan Poe. Ma il pittore ha sempre rifiutato un’interpretazione psicanalitica dei suoi dipinti.
Museo Horta

Il Museo Horta ha sede in quella che era la casa privata e lo studio dell’architetto Victor Horta (1861-1947). I due edifici, costruiti tra il 1898 e il 1901, sono una delle migliori espressioni di Art Nouveau. La casa ha conservato gran parte del suo arredamento interno: mosaici, vetrate, mobili e pitture murali. Un insieme armonico e raffinato fin nei minimi dettagli. La visita è fortemente consigliata, rimarrete conquistati dall’eleganza degli ambienti, dalla raffinatezza dei particolari. Sembra di entrare in una residenza da sogno: una cucina con mosaici, balaustre, maniglie dalle curve sinuose, una stanza della musica, un delizioso giardino d’inverno, complementi di arredo orientali. Linee curve, fitomorfiche sembrano avvolgere ogni cosa.

Al terzo piano la ringhiera del balcone evoca le ali di una libellula. Nel 1961 la municipalità acquistò gli edifici per restaurali e trasformarli in museo. Vivamente consigliata la prenotazione in quanto l’ingresso è a numero chiuso e secondo fasce orarie, difficilmente potrete entrarvi senza. All’interno è proibito scattare foto o fare video, quindi lasciatevi andare a una immersione nella bellezza. Gli appassionati di Art Nouveau potranno (anche attraverso una guida che ne propone gli itinerari) ammirare architetture, sculture, decorazioni diffuse in tutta la città.

Museo Strumenti Musicali
Un altro affascinante edificio Art Nouveau, in Rue Montagne de la Cour, ospita il Museo Strumenti musicali. Dotato di audioguide per ascoltare i loro suoni unici, è uno dei più antichi e ricchi musei musicali del mondo. Dal 2000 ha trovato la sua sede nell’antico magazzino Old England, splendido edificio Art Nouveau del 1899 dell’architetto fu Paul Saintenoy, Include anche una vista della città dall’ultimo piano.

Museo del Fumetto
Il Belgio non è solo la patria della birra ma anche del fumetto. Qui sono nati i Puffi, Tintin, Lucky Luke e molti altri personaggi. La città vanta un Museo del Fumetto con più di 4.000 m² di esposizione. Il Museo è ospitato in un tempio dell’Art Nouveau disegnato (1906) da Victor Horta per ospitare i magazzini di tessuti Waucquez. Qui è possibile trovare le tavole originali dei fumetti, la riproduzione della gabbia dove Gargamella imprigionò il suo primo Puffo, le ristampe dei primi fumetti e una biblioteca con 25.000 albi.

In realtà l’intera città è un museo diffuso del fumetto, con personaggi dipinti sui muri delle case. Attraverso il “Percorso del Fumetto”, nel centro città, potete scoprire 30 murales con i famosi protagonisti delle “nuvolette” che avete letto. Nel corso degli anni, le strade di Bruxelles sono diventate la vetrina migliore per i creatori di graphic novel. Dal 1991 i muri della capitale sono adornati con nuovi murales, così oggi Bruxelles ne vanta oltre 80.

Il centrale quartiere Sablon è un passaggio obbligato nella capitale belga: con la cattedrale di Notre Dame du Sablon, capolavoro gotico; la Wittamer, con la più antica pasticceria di Bruxelles famosa per le gauffres e con Marcolini con la sua Maison du Chocolat, tempio delle praline di Bruxelles. Non ultimo la domenica potete girovagare per il mercato dell’antiquariato in Place du Sablon.

Atomium
L’Atomium è una struttura avveniristica (alta circa 102 metri) che si trova nel Parco Heysel, nella periferia nord di Bruxelles. Costruito per l’Esposizione Internazionale del 1958, rappresenta un cristallo di ferro ingrandito 165 miliardi di volte. Ognuna delle sue nove sfere ha un diametro di 18 metri, che le rende adatte a ospitare mostre, convegni, concerti, conferenze oltre alle normali esposizioni sempre presenti.

Dopo l’Esposizione era destinato a essere smantellato mentre ora è diventato una delle tappe più visitate di Bruxelles. Dalle sfere più alte si gode una bella vista sulla la città. Nella sfera più alta c’è un ristorante panoramico (di prezzo elevato).
Passages
Una delle caratteristiche più affascinanti di Bruxelles sono i suoi passages (passaggi coperti). Sono gallerie ricavate negli edifici stessi, coperte da un tetto in vetro che garantisce un’illuminazione dall’alto. Nel XIX secolo, sulle orme della capitale francese, Bruxelles iniziò la costruzione di queste sontuose gallerie.

La Galerie de la Reine , la Galerie du Roi e la Galerie des Princes furono inaugurate nel giugno del 1847. Les Galeries Royales Saint-Hubert ospitavano, all’epoca, settanta boutique di lusso e un centinaio di appartamenti privati. Hanno ospitato la prima proiezione cinematografica del Paese e hanno visto nascere nella farmacia di Neuhaus la pralina. Ancora oggi sono presenti, nella galleria lunga 200 metri, boutique di lusso, ristoranti e caffè, un cinema e un teatro, la cui sala più grande è decorata con un soffitto nuvoloso dipinto da Magritte.
La Galerie Bortier, inaugurata nel settembre del 1848 su progetto di Cluysenaar, è la gioia, con le sue bancarelle, degli appassionati di libri, antichi e usati. Riccamente decorata è realizzata in marmo e ghisa, un materiale nuovo all’epoca, che è anche elemento strutturale.

Dopo le Gallerie Reali, il Passage du Nord (costruito su progetto dell’architetto Henri Rieck nel 1881-1882) è il secondo per importanza in città. Costruito durante la pianificazione urbanistica di Bruxelles (la copertura della Senne e lo sviluppo dei boulevard centrali) collega due assi importanti (Boulevard Adolphe Max e la famosa Rue Neuve). Particolarmente elegante presenta un tetto in vetro, ma soprattutto una lussuosa decorazione arricchita da 32 cariatidi. I piani superiori erano occupati da diverse sale dedicate soprattutto alla cultura e all’intrattenimento, oggi invece spazi di co-living. Alcuni dei negozi del piano terra, come la “Coutellerie du Roi”, sono ancora nella loro magnifica sede originaria.
Cattedrale di San Michele e Santa Gudula
Nella imponente Cattedrale di San Michele e Santa Gudula si svolgono le cerimonie più solenni legate ai membri della famiglia reale. La Cattedrale, ultimata sotto il regno dell’imperatore Carlo V, è un mix di stili diversi: le torri sono gotiche, le vetrate sono in stile rinascimentale, la facciata presenta elementi di architettura quattrocenteschi. La sua origine è intorno al 1000 ed era dedicata al culto di San Michele Arcangelo. Nel 1047 vi furono poste le reliquie di Santa Gudula, tuttora conservate, e per questo ha assunto l’attuale denominazione.
Emiciclo del Parlamento Europeo

A Bruxelles pulsa l’Europa. Infatti per molti è la capitale d’Europa (insieme a Strasburgo) poiché la Commissione Europea e il Consiglio dell’Unione Europea hanno la loro sede a Bruxelles mentre il Parlamento Europeo ha qui una seconda sede. La capitale belga ospita anche gli uffici della Presidenza europea, il Comitato delle Regioni, le Commissioni del Parlamento europeo ed è anche la sede politica della NATO e dell’Unione dell’Europa occidentale. Il suo essere un laboratorio d’Europa ne accresce la sua fama internazionale e ne fa un polo di attrazione. Per chi è interessato è possibile visitare il Parlamentarium o l’Emiciclo del Parlamento.
COSA GUSTARE

Bruxelles soddisferà molti viaggiatori golosi. La città è senz’altro la capitale della birra e del cioccolato. Per iniziare a conoscere, capire e gustare la birra visitate il Belgian Beer World.
Belgian Beer World
Situato nell’opulento palazzo della Bourse (Borsa Valori) è un’esperienza immersiva nel mondo della birra. Potrete conoscere la storia della birra, avere spiegazioni sulla sua produzione, degustare un paio di birre e scegliere una tra le 150 birre a disposizione da gustare nello sky bar con una vista panoramica su Bruxelles. Al momento della degustazione cercate Michele (sarà prodigo di informazioni in italiano).
La birra belga è molto legata alla storia e alla produzione nei monasteri. La differenza con le altre birre è che quella belga è più complessa. Chi produce birre in Belgio ama la sperimentazione. Quelle tedesche hanno una qualità altissima ma sono standard e sempre uguali. Le birre belghe sono ad alta fermentazione quindi complesse con una ricchezza e varietà di aromi. Dei nove monasteri trappisti che producono birra (di cui uno alle Tre Fontane a Roma) cinque sono in Belgio.

Delle birre da monastero due sono in Olanda, una in Italia (Roma) e una in Inghilterra. Per definirsi “trappista” la birra deve rispettare tre importanti regole: 1) deve essere fatta dai monaci; 2) il birrificio deve essere all’interno del monastero, quindi entro le mura (perché ci sono monaci che la producono ma da un’altra parte); 3) i profitti devono essere utilizzati per la vita del monastero, quindi sono vincolati.
Sono le regole dei monaci cistercensi. Iniziano a produrre birra dal 1200 in poi. Nel Medioevo ci fu un monaco che spinse la popolazione belga a bere birra salvandola così dall’epidemia. La birra risultava più salutare dell’acqua perché era bollita prima. È stata una donna tedesca, nel XIV secolo, a scoprire le proprietà antisettiche del luppolo.

La birra era chiamata nell’antichità “pane liquido” (dal grano), poi dalla Mesopotamia si diffuse in Europa. Nel Medioevo furono le tribù celtiche germaniche a produrre birra nei monasteri. Le prime a produrla furono le donne finché gli ecclesiastici non compresero il suo potenziale redditizio. Le donne furono tacciate di stregoneria e fu a loro proibito di produrre birra in casa. Si poteva produrre soltanto nei monasteri. Prima di arrivare al luppolo la birra si faceva con il grano. Poi con l’inizio dei grandi viaggi in nave si preferì usare il luppolo.

I tre passaggi fondamentali per la produzione di birra sono: la maltazione (germinazione controllata che converte il grano crudo in malto), la bollitura e la fermentazione. All’inizio il grano viene fatto germogliare. Poi viene seccato e asciugato con aria più o meno calda per tostarlo più o meno, secondo il tipo di birra che si vuole ottenere. La bollitura uccide tutti i batteri e si iniziano a sviluppare gli aromi.
Le Pilsner sono a bassa fermentazione. Le birre ad alta fermentazione sono più caratteristiche dal punto di vista organolettico, hanno un maggiore corpo, morbidezza, notevole luppolatura, aromi speziati e fenolici prodotti dai lieviti. Tra queste abbiamo: le Bitter, le Pale Ale, le IPA, le Porter e le Stout, quasi tutta la serie di birre belghe e inglesi, mentre le birre di frumento sono quelle tedesche Weiss.

Molto interessanti sono le birre a fermentazione spontanea: Lambic. Consiglio fortemente di degustarne una per scoprirne la notevole differenza da tutte le altre. La fermentazione spontanea esiste e vive solo in Belgio, nella zona tipica delle Lambic, ossia la regione del Pajottenland. Le Lambic vengono prodotte con: malto d’orzo e frumento non maltato; luppolo vecchio di 2 o 3 anni povero d’aroma e caratteristiche amaricanti, per dare stabilità al prodotto.
L’invecchiamento avviene in botti per sei mesi/ un anno (giovane) fino a tre anni (vecchio). Il mosto di birra è esposto ai lieviti selvatici e ai batteri autoctoni della valle della Senne a sud-ovest di Bruxelles. Le birre di tipo lambic hanno un sapore unico: secco, vinoso e sidroso, acido. La birra lambic è stagionale e può essere prodotta solo in quella invernale (ottobre-maggio). La maturazione della birra lambic può durare diversi anni. È uno stile di birra dalle origini antiche, che risale al Quattrocento. Una tradizione a rischio a causa del riscaldamento climatico.
Cosa e dove mangiare

La cucina belga è in grado di stupire. Oltre ai rinomati cavoletti di bruxelles, è imperdibile un piatto classico e appetitoso: le moules- frites, (cozze fresche e patatine fritte). In abbinamento la birra belga che preferite. Se avete tempo fate una visita ai monasteri dove viene prodotta la birra, è sicuramente un’esperienza indimenticabile. Uno dei più belli è Maredsous dove i monaci producono anche formaggio.

Un altro piatto nazionale è lo spezzatino alla fiamminga (Carbonade flamande): uno stufato di manzo cucinato con birra belga scura, cipolle e spezie. Ma anche le Crocchette di gamberi grigi sono un’altra prelibatezza locale. Le patatine fritte belghe sono una istituzione, preparate con un tipo di patata particolare e cotte in grasso di vacca.

Altra delizia locale sono le gaufres di Bruxelles o waffel, cialde morbidissime cotte sulla piastra, croccanti fuori e morbide dentro. Rimangono soffici grazie agli albumi montati a neve e l’impasto che a volte viene lasciato lievitare. Da non confondere con la gaufre di Liegi, questa è rettangolare e senza zucchero e viene utilizzata come base per diversi tipi di ripieni: cioccolato belga, panna montata, frutta e gelato per quelle dolci e prosciutto, formaggio e gamberetti per quelle salate.
La prima gaufre di Bruxelles è stata realizzata a Gand nel XIX secolo dal pasticcere Florian Dacher. La ricetta è cambiata nel corso degli anni, oggi viene aggiunto anche il lievito di birra.
Per gli amanti dei biscotti ci sono gli speculoos fatti con le spezie, tra le quali la cannella, molto utilizzata a Bruxelles

Oltre che per la birra il Belgio vanta l’Oscar per la cioccolata. Ha un’antica e riconosciuta tradizione di maestri cioccolatieri e la sua cioccolata ha almeno il 60% di cacao, fatto che la rende di qualità superiore rispetto alle altre. Sparse per la città ci sono elegantissime cioccolaterie, come nei passages, che vendono cioccolatini sia semplici che ripieni di creme, dai prezzi elevati. Le sole vetrine delle cioccolaterie sono un autentico spettacolo.

Come muoversi
Per muoversi facilmente a Bruxelles consiglio l’acquisto della Brussels Card. I costi sono diversi in base alla durata (24, 48 o 72 ore) e se include o meno i trasporti pubblici. La versione base, senza trasporti, parte da 39 € per 24 ore. Consigliata soprattutto se si vogliono visitare più musei. La versione con trasporti inclusi parte da 47,90 € per 24 ore. La tessera include l’ingresso gratuito a 48 musei, ma anche tanti sconti. Con l’opzione “mezzi pubblici” puoi prendere autobus, tram e metropolitane STIB per 24, 48 o 72 ore dalla prima convalida. Se scegli questa opzione, riceverai un event pass code per ottenere il tuo biglietto cartaceo presso i 375 distributori automatici STIB GO disponibili.

Ce ne sono in tutte le stazioni della metropolitana e nelle principali fermate degli autobus e tram. Per attivare il biglietto basterà convalidarlo in autobus, tram o metropolitana. I due biglietti funzionano indipendentemente l’uno dall’altro. La prima convalida non deve coincidere con la prima visita al museo.
Con l’opzione “Hop on Hop off” puoi accedere agli autobus TOOTbus Hop on Hop off per 24, 48 o 72 ore dalla prima convalida. Se scegli questa opzione, non devi fare altro che chiedere all’autista dell’autobus Hop on Hop off di scansionare la tua Brussels Card. Con questi autobus puoi fare un giro della città, scendendo alle fermate che preferisci, godendoti il panorama o stare riparato in caso di pioggia. Scaricando l’app gratuita Brussels Card puoi scoprire Bruxelles in modo facile e intuitivo.
Informazioni
DA VEDERE
Musei Reali delle Belle Arti del Belgio
Tel.: +32 (0)2 508 33 33 Fax: +32 (0)2 508 32 32
Email: reservatie@fine-arts-museum.be
Museo Museo Magritte
Place royale / Koningsplein 2 – 1000 Bruxelles
Museo dei maestri antichi
Rue de la Régence/Regentschapsstraat 3 – 1000 Bruxelles
Orari: Da martedì a venerdì: dalle 10:00 alle 17:00. Sabato e domenica: dalle 11:00 alle 18:00. Chiuso: lunedì
Con un unico biglietto le collezioni complete dei Musei Reali delle Belle Arti del Belgio:
il Museo Magritte e il Museo dei maestri antichi: 15 euro
Si consiglia l’uso dell’audioguida in diverse lingue 4 euro
Museo Horta (Musee Horta)
IMPORTANTE: prenotazione consigliata, è vietato scattare foto all’interno
25 Rue Américaine St-Gilles, Bruxelles
ORARI: Lunedi chiuso; Martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 14:00 — 17:30; Sabato e domenica dalle 11:00 alle 17:30. Ultimo ingresso: 45 minuti prima della chiusura.
BIGLIETTO: 14 euro
Maison Hannon
Av. de la Jonction 1 – Bruxelles
Email: info@maisonhannon.be
ORARI: Lunedì — Mercoledì chiuso; Giovedì 13:00 – 18:00; Venerdì 11:00 – 18:00; Sabato e domenica 10:00 – 18:00
BIGLIETTO: 14 euro; biglietto combinato con Museo Horta: 22 euro
Royal Palace (Palais Royal)
Rue Brederode 16, Bruxelles
MIM – Museo Degli Strumenti Musicali
Rue Montagne de la Cour 2, Bruxelles
ORARI: Martedì – Venerdì: 9:30 – 17:00; Sabato, domenica e festivi: 10:00 – 17:00; La vendita dei biglietti chiude alle 16:00
Fondato nel febbraio del 1877, il MIM è uno dei musei di strumenti musicali più importanti al mondo. Il museo ospita circa 10.000 strumenti musicali, che per la loro diversità, qualità e rarità l’hanno reso famoso.
MUSEO DEL FUMETTO DI BRUXELLES
20, rue des Sables 1000 Bruxelles
Telefono: +32 (0)2 219 19 80 (dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 17:00)
Fax: +32 (0)2 219 23 76
E-mail: visit@cbbd.be
BIGLIETTO: 14 euro
Capolavoro dell’Art Nouveau progettato da Victor Horta, gli Anciens Magasins Waucquez, oggi sede del Museo del Fumetto, furono inaugurati il 31 marzo 1906.
Les Galeries Royales Saint-Hubert
Cattedrale di San Michele e Santa Gudula
Orari di apertura e costo del biglietto per la Cattedrale di San Michele e Santa Gudula
Orari di apertura: Da lunedì a venerdì: dalle 08:00 alle 18:00
Sabato: dalle 08:30 alle 15:30
Domenica: dalle 14:00 alle 18:00
Costo del biglietto: gratis. Area archeologica 2 €. Cripta 4 € (solo su appuntamento: 02/219 75 30 – etkt@skynet.be)
Come arrivare: Place Sainte-Gudule. Metro: fermata Gare Centrale
DOVE MANGIARE e BERE
Belgian Beer World
Borsa di Bruxelles
Indirizzo: Bd Anspach 80, 1000 Bruxelles, Belgio
Telefono: +32 2 880 47 00
Biglietto: 19,50 euro (include la degustazione e 1 birra belga)
La Maison des Gaufres
109 – 111, Rue Marché aux Herbes
Place Agora – Bruxelles
Bier Central Brussels
Anspachlaan 37, 1000 Bruxelles
Tel: +32 (0)2 767 66 21
bxl@biercentral.be
33 birre belghe alla spina e 333 in bottiglia
COME MUOVERSI
Brussels Card
Brussels Card 24 ore: 39€ (senza trasporti), 47,90€ (con trasporti).
Brussels Card 48 ore: 51€ (senza trasporti), 67€ (con trasporti).
Brussels Card 72 ore: 57€ (senza trasporti), 77,30€ (con trasporti).
La Brussels Card può essere acquistata online, tramite l’app, oppure presso numerosi punti vendita in città Visit Brussels.
DOVE DORMIRE
A Bruxelles ci sono circa 350 hotel per tutte le esigenze che potete scegliere comodamente da casa.