Seychelles 4. Praslin, La Vallée de Mai, natura primordiale

Seychelles 4. Praslin, La Vallée de Mai, natura primordiale

La più estesa e intatta foresta di Coco de Mer, dove sentirsi Indiana Jones dentro Jurassic Park

Nella Vallée de Mai sembra che il tempo si sia fermato all’epoca della nascita delle Seychelles. Un arcipelago che vanta più di mille specie endemiche di flora e fauna uniche al mondo e alcune molto rare. Il parco si trova al centro dell’isola di Praslin (la seconda isola per grandezza) e vanta la più estesa e intatta foresta di Coco de Mer, la palma endemica delle Seychelles. A causa dell’isolamento di milioni di anni alcune specie si sono sviluppate soltanto qui. In quest’isola vivevano sia il granchio del cocco che il coccodrillo, che però si sono estinti perchè erano cibo per i locali.

La Vallée De Mai (maggio) era già area protetta negli anni Trenta. Poi è stata dichiarata riserva naturale nel 1966 (quando sono state eliminate le palme non endemiche) e nel 1983 è diventata patrimonio UNESCO. Definita da molti il “Giardino dell’Eden” è un parco naturale di quasi 20 ettari. Ospita oltre 1.400 esemplari di Coco de Mer e diverse specie di uccelli e rettili molto rari come il Camaleonte Tigre e il Pappagallo Nero (Coracopsis barklyi) che vive solo nell’isola di Praslin e da tempo è oggetto di un programma di conservazione.

Ci sono circa 1300 esemplari di Pappagallo Nero e dei nastrini rosa identificano la loro casa . I mesi dell’accoppiamento sono tra dicembre e aprile. La femmina entra nei tronchi a deporre le tre uova che vengono covate per 20 giorni. Le uova sono preda dei topi e dei gatti randagi.

Ragno delle palme

Tra le specie endemiche di queste isole vale la pena elencare: il Piccione Blu (Alectroenas pulcherrimus), un bellissimo uccello bluastro con il collo grigio e la parte superiore della testa rossa; il Gufo delle Seychelles (Otus insularis) vive esclusivamente nel Morne Seychellois (il monte più alto dell’arcipelago) ed è attivo di notte; il Gheppio delle Seychelles (Falco araeus) è l’unico rapace diurno delle isole e ha un’apertura alare inferiore al mezzo metro; il Pigliamosche del Paradiso delle Seychelles (Terpsiphone corvina) è un grazioso passero blu, molto raro che si vede solo a La Digue; la Cannaiola delle Seychelles (Acrocephalus sechellensis), un piccolo uccello bruno-verde, vive nelle isole granitiche ed è facile vederlo; la Gazza delle Seychelles (Copsychus sechellarum), abbastanza comune, è nera con una striscia bianca sulle ali e la Nettarina delle Seychelles (Cinnyris dussumieri) è grigia con la parte inferiore del collo azzurra.

Infiorescenza maschile

Ma alle Seychelles vive anche la Ranocchia degli alberi e il Geco dagli occhi bronzei.
Les Lataniers (nome volgare delle Arecaceae) sono la famiglia di palme con le foglie a ventaglio che hanno consentito agli schiavi di crearsi dei ripari (case e tetti). C’è una specie con le radici aeree e quella detta “millepiedi”. Queste palme hanno sviluppato delle spine alle basi perchè erano mangiate dalle tartarughe. Esiste anche un moscone che entra nel cuore delle palme da cocco e in tre mesi mangia tutto distruggendole. Mentre i ragni delle palme sono piuttosto grandi quanto innocui.

Il fiore della femmina del Coco de Mer

L’aria pura e i profumi che si respirano in questa foresta primordiale sono una ricarica di energia. Camminare sui sentieri ben segnalati è un piacere unico e speciale. Un ambiente così ancestrale che sembrerebbe normale incontrarvi un dinosauro.

Mappa dei sentieri

La palma di Coco De Mer è una pianta che può raggiungere fino ai 35 metri di altezza. Ha delle grandi foglie di 6 m di lunghezza per 4 di larghezza. Il suo è il seme più grande di qualsiasi altra specie vegetale, può pesare circa 22 kg. Si tratta di una specie dioica, coi sessi separati in due piante distinte. Se ne può prevedere la caduta quando diventa scuro, opaco e macchiato.

L’unione tra femmina e maschio è, per certi aspetti, simile a quella umana. Il fiore della femmina del Coco de Mer quando è marrone chiaro è fecondabile, si forma una sorta di ‘capezzolo’ (come un seno umano), ha 24 ore di tempo per essere fecondato e serve ad accogliere il polline maschile. Quando diventa marrone scuro/nero non è più fecondabile. L’infiorescenza maschile (che ha un profumo di riso basmati), dalla forma fallica (che varia dai 20 cm ai 2 m di lunghezza), guarda verso il cielo: è marrone chiaro ed è duro. Poi si mette a 90 gradi, si formano dei fiorellini e all’interno si trasforma in una spugna che assorbendo tutta l’umidità punta verso il basso diventa pesante a tal punto che cade.

Il polline del fiorellini del maschio vengono presi dalla lumaca, dal vento, dalle api e viene portato alla femmina e il “capezzolo” si richiude diventando una sfera nera. Dopo sette mesi (se la palma è in un giardino privato) si ha un mallo verde che può essere tagliato e di cui si può mangiare la gelatina bianca dolce all’interno. Dopo tale periodo occorre aspettare 8-9 anni prima che cada e che la gelatina si trasformi in una materia dura diventando il seme più grande del mondo.

L’elemento maschile può essere anche doppio così come il Coco de Mer che può essere doppio, siamese. Si può ripiantare o svuotare per essere venduto. In genere si apre in due con il machete, si svuota e si riunisce. All’interno del parco solo il 2 per cento dei semi viene venduto ai turisti. Viene comunque svuotato prima di essere venduto per evitare che all’estero possano riprodurlo e ripiantarlo e ciò toglierebbe turismo alle Seychelles. Per cui il seme si vende vuoto, soprattuto ai cinesi che ne fanno afrodisiaci o cosmetici.
La palma maschio può arrivare a 33 m di altezza perchè non ha il peso delle femmine. Mentre sulla palma femmina possono stare fino a 400 kg di Coco de Mer e l’altezza si ferma a 20 m di altezza.

Il suo ciclo di vita è molto lungo: per germinare impiega due anni, dalla fertilizzazione del fiore femminile alla maturazione del frutto occorrono sette anni. Quando che il seme cade, la scorza si decompone. Trascorsi tre mesi esce dalla fessura un germoglio che cerca il terreno per radicarsi. Dopo un paio di anni nasce la prirma foglia. Soltanto dopo 18 – 25 anni la pianta è matura ed è possibile stabilirne il sesso.

La Lodoicea maldivica (nome botanico del Coco de Mer) deve il suo nome alla storia raccontata negli anni precedenti la scoperta dell’arcipelago delle Seychelles. C’era la convinzione che il frutto crescesse sul fondale marino in quanto veniva raccolto dai marinai, che lo vedevano galleggiare, al largo delle Maldive. Soltanto nella seconda metà del Settecento si scoprì che era originario delle Seychelles e gli esploratori trovarono esemplari di piante femminili e maschili.

L’albero femminile dà origine al seme che ha una forma particolare simile al fondoschiena di una donna. Questa associazione con l’aspetto femminile si rifletteva in uno dei nomi botanici arcaici della pianta: Lodoicea callypige, dalla Venere Callipigia (Afrodite dalle belle natiche).

Solo nella Vallée De Mai e a Curieuse il Coco de Mer, che può vivere anche 300 anni, cresce allo stato naturale. Nelle altre isole, come a Mahé il Coco de Mer è trasportato.

Mentre dei semi del Pandanus hornei (endemico delle Seychelles) sono ghiotti i pipistrelli che li succhiano per poi sputarli, cosa che facilita la loro germinazione.

Lungo il percorso s’incontra anche il Pandanus maros o selvaggio (Pandanus sechellarum), endemico dell’isola le cui radici vanno dall’alto verso il basso e s’infilano nella terra. Viene detto anche “albero camminante” perchè man mano che le radici marciscono ne nascono altre e si spostano seguendo la luce. Anche la radice del Coco de Mer può camminare anche 10 m prima di trovare un raggio di sole.

Jackfruit

All’interno del parco è possibile vedere alcune basi di palme (ormai morte), emisferiche concave, con centinaia di buchini. Sono i fori delle radici e ognuna di loro è ricoperta da una seconda radice. Affondano nel terreno per un metro e mezzo di profondità e un metro e mezzo di larghezza ancorando così la palma che, pur sostenendo alcune tonnellate di peso e per quanto il vento possa scuoterla, non verrà sradicata.

Il Jackfruit è il frutto più grande che cresce direttamente sui tronchi. Può raggiungere i trenta chili di peso e i 40 cm di diametro. La parte commestibile è all’interno, dei cuori polposi dal sapore di ananas-mango. In cucina viene abbinato al pesce. Costituisce un’ottima riserva di sali minerali ed è ricco di vitamine. Il Jackfruit, dalla forma oblunga, non va confuso con il Breadfruit, l’Albero del Pane (il nome deriva dal sapore dei frutti cotti), più piccolo e dalla forma rotonda.

All’interno del parco ci sono anche degli insediamenti di termiti (simili a palle di fango). Prediligono stabilirsi in alto per non essere preda dei ricci di foresta, animali introdotti dal Madagascar. Le termiti mangiano solo cose morte e seccate.
L’elegante Fetonte codabianca, dalla lunga coda che si vede svolazzare sui cieli seichellese, nidifica negli interstizi degli alberi. Con un po’ di fortuna è possibile vedere qui i piccoli, ma alla dovuta distanza.

La Vallée de Mai è un vero e proprio museo vivente per la sua biodiversità e ogni mese di dicembre i ranger fanno il censimento di tutte le specie.

Informazioni

La Vallée de Mai
Orari: tutti i giorni dalle 9:00 alle 16:00
Biglietti: SCR 350 (24 euro circa).
Il ricavato dei biglietti viene investito interamente per la natura: il 50 per cento va per l’atollo di Aldabra, il 20 per cento per la Vallée de Mai e il 30 per cento per tutto ciò che riguarda ricerca e protezione sulle altre isole.
Guida: Samuela consigliatissima molto preparata, lingua italiana
telefono: 00248 2588751

Per informazioni su Praslin leggi l’articolo sull’isola
Per informazioni sulle Seychelles leggi le informazioni nell’articolo Seychelles.1

Antonella Cecconi

Viaggi-cultura dipendente. Amo raccontare luoghi, persone, arte e culture. Innamorata dell'orizzonte non potrei vivere senza nuove destinazioni, arte, mare e la mia porta per l'altrove: i libri. I regali più graditi: un biglietto per un viaggio o un libro. Segni distintivi: una prenotazione in tasca, un libro nell'altra e un trolley accanto al letto. antonella@nomadeculturale.it

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