Venezia 78. Spencer, biopic su Lady D

Venezia 78. Spencer, biopic su Lady D

Spencer, il film di Pablo Larraín: “Una favola tratta da una tragedia vera”

Dopo Jackie (il film del 2016 su Jackie Kennedy) il regista cileno Pablo Larraín ci propone un nuovo ritratto di donna famosa. L’uscita in sala di Spencer (il cognome di Diana), presentato alla 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, era programmata per gennaio ora sembra slittata a marzo. Probabilmente a causa della pandemia. Ma il film è senz’altro inopportuno per la casa reale inglese che vuole rimuovere la memoria di Lady D, alla quale il film è dedicato.

SPENCER - Actress Kristen Stewart Credits 2021 Courtesy of Pablo Larrain
SPENCER – Actress Kristen Stewart Credits 2021 Courtesy of Pablo Larrain

La disaffezione nei confronti della casa reale inglese è in aumento. Diversi i motivi: le vicende giudiziarie del figlio della regina, Andrea, la scelta di Harry (figlio di Diana) di vivere con la sua famiglia in Canada e una regina che film e serie tv descrivono come “anafettiva”, distaccata e scontenta per gli scandali familiari. Per il suo Giubileo di platino (70 anni di regno) Elisabetta, incoronata a 25 anni, ha espresso il desiderio che la seconda moglie di suo figlio Carlo, Camilla, possa assumere il titolo di regina. Ovviamente Carlo ha espresso la sua gratudine alla regina madre per la “consacrazione” di Camilla, piuttosto malvista dagli inglesi per essere stata l’amante di sempre di Carlo, anche quando era sposato con Diana.

Il film tenta di ricostruire i pochi, fatidici giorni antecedenti al divorzio tra Carlo e Lady D, ovvero l’ultimo Natale insieme del 1992. Il matrimonio fra la principessa e Carlo era già in crisi da tempo. Malgrado le voci di flirt dei due principi e di un imminente divorzio cercano di preservare le apparenze e la pace in vista delle festività natalizie. Il film inizia con l’arrivo dell’imponente staff al servizio della casa reale nella lussuosa e gelida residenza di Sandringham House, dove tradizionalmente i reali trascorrono le feste di Natale. Sono i giorni in cui si mangia, si festeggia, si spara e si va a caccia.

PHOTOCALL - SPENCER - Actress Kristen Stewart Credits La Biennale di Venezia - Foto ASAC ph Giorgio Zucchiatti
PHOTOCALL – SPENCER – Actress Kristen Stewart Credits La Biennale di Venezia – Foto ASAC ph Giorgio Zucchiatti

Ognuno dei reali, come da tradizione, viene pesato con un’antica bilancia all’inizio e alla fine dei tre giorni di festa. Ogni chilo in più è un indizio di benessere e di abbondanza. Diana conosce le regole del gioco. Ma quell’anno non sarà come gli altri. In quei giorni si consuma la rottura definitiva tra Diana e Carlo. Lui non ama Diana e ha sempre amato Camilla, che aveva sposato l’ufficiale dell’esercito britannico Andrew Parker Bowles. Carlo e Camilla erano amanti e Carlo frequentava Camilla anche prima di sposarsi con Diana.

PHOTOCALL - SPENCER - Actress Kristen Stewart Credits La Biennale di Venezia - Foto ASAC ph Giorgio Zucchiatti
PHOTOCALL – SPENCER – Actress Kristen Stewart Credits La Biennale di Venezia – Foto ASAC ph Giorgio Zucchiatti

Spencer è la storia della principessa triste e anoressica e rappresenta il rovesciamento dello schema della favola a lieto fine. Quando la principessa viene oppressa da formalità e da un ambiente che la sminuisce decide di difendere se stessa e i suoi figli. La ricostruzione di quegli ultimi giorni è stata basata su una ricerca approfondita sulla sua vita e sulle tradizioni natalizie della famiglia reale a Sandringham House.

RED CARPET - SPENCER - Kristen Stewart Credits La Biennale di Venezia - Foto ASAC by A. Avezz
RED CARPET – SPENCER – Kristen Stewart Credits La Biennale di Venezia – Foto ASAC by A. Avezz

Per il personaggio di Lady D il regista ha scelto la brava Kristen Stewart non soltanto per la somiglianza, aiutata dal trucco. Lei riesce a essere misteriosa, fragile, vulnerabile e allo stesso tempo forte, come lo era Diana. Ma nonostante l’interpretazione di Kristen Stewart, le ricostruzioni con precisione maniacale del regno delle ipocrisie di una vita a corte di Larraín, i costumi da Oscar di Jacqueline Durran, l’eleganza impeccabile del manifesto, il film non ha convinto pienamente pubblico e critica.

Difficile provare empatia per i problemi che affliggono una principessa che sognava di diventare regina sottovalutando il prezzo da pagare. Di fronte ai problemi planetari di questi ultimi anni forse di questo film non si sentiva il bisogno. Patinato, elegante come la locandina ma freddo perchè è difficile identificarsi, soprattutto oggi, nella vita di una principessa.

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Biennale Cinema 2021

Antonella Cecconi

Viaggi-cultura dipendente. Amo raccontare luoghi, persone, arte e culture. Innamorata dell'orizzonte non potrei vivere senza nuove destinazioni, arte, mare e la mia porta per l'altrove: i libri. I regali più graditi: un biglietto per un viaggio o un libro. Segni distintivi: una prenotazione in tasca, un libro nell'altra e un trolley accanto al letto. antonella@nomadeculturale.it

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