Van Gogh and the Roulins. Together Again at Last

Van Gogh and the Roulins. Together Again at Last

La mostra che racconta la storia dell’amicizia tra Vincent van Gogh e il postino Joseph Roulin, fino all’11 gennaio 2026

Amsterdam, Van Gogh Museum. Questa mostra-gioiello non si distingue per quantità di opere ma per delle unicità che la rendono speciale: vanta 14 ritratti della famiglia Roulin riuniti per la prima volta, le lettere mai esposte prima del postino Roulin alla famiglia Van Gogh e la sedia originale dello studio di Van Gogh, esposta al pubblico per la prima volta.

Roulins
Famgilia Roulins

Van Gogh arrivò ad Arles nel 1888 ma i suoi rapporti con la comunità locale non furono semplici. L’unica persona con cui entrò in sintonia fu il postino, Joseph Roulin. Quest’ultimo aveva una vistosa barba e indossava un’appariscente uniforme blu. Il 31 luglio 1988 Van Gogh scriveva alla sorella Willemen, in occasione del suo primo ritratto al postino: “.. .L’uomo è un fervente repubblicano e socialista, ragiona molto bene e sa molte cose. Sua moglie ha partorito oggi e quindi è in ottima forma e raggiante di soddisfazione”.

Roulin
Ritratto con pipa (1887) e sedia di vimini

Così divenne l’amico e il modello prediletto dal pittore. Van Gogh dipinse anche sua moglie Augustine e i loro tre figli: il diciassettenne Armand, l’undicenne Camille e la piccola Marcelle. Quattordici di questi ritratti unici, normalmente dispersi tra vari musei e collezioni private in tutto il mondo, vengono riuniti qui per la prima volta. Permettendo in tal modo accostamenti, confronti e riflessioni.

Roulin
Il postino Joseph Roulin, 1888

Van Gogh intendeva trasmettere nei suoi ritratti l’anima dei suoi soggetti. Per i ritratti gli furono d’ispirazione i suoi predecessori: Rembrandt e Frans Hals. In mostra anche opere di questi maestri del XVII secolo. Ma sono esposti anche i ritratti della famiglia Roulin dipinti da Paul Gauguin durante la convivenza con Van Gogh nella famosa Casa Gialla.
All’entrata della mostra sta una sedia vuota. È proprio la sedia su cui Vincent faceva sedere i suoi modelli per ritrarli. Ecco cosa scrive al fratello Teo a giugno: “Oggi sono un paesaggista, mentre in realtà mi sento più adatto a dipingere ritratti”.” Questa sedia in vimini era perfetta per i suoi interessi e proprio su questa sedia ha ritratto, nel 1888, il postino Roulin.

Casa gialla
La casa gialla, 1988

Quando Van Gogh lasciò Arles la sedia fu conservata presso il Café de la Gare. Poi la sedia entrò a far parte della collezione del Museo Van Gogh, tramite il figlio di Theo, Vincent. Oggi la sedia è il simbolo dell’amicizia del pittore con la famiglia Roulin.
Quando Van Gogh soffrì di una grave crisi mentale (fine del 1888) Joseph Roulin gli offrì tuto il suo sostegno. Andava a trovarlo ogni giorno tenendo informato, con delle lettere, il fratello Theo. Quando Vincent fu trasferito a Marsiglia Roulin continuava a scrivergli lettere per incoraggiarlo. Queste lettere sono esposte insieme per la prima volta e attestano la sincera amicizia tra i due.

Roulin
Ritratto di Armand Roulin, 1888

Questo ritratto del postino Joseph Roulin (1888) segna l’inizio dell’amicizia di Vincent con Joseph. La parola sul cappello indica il suo mestiere. La moglie era incinta e aveva deciso di partorire nella sua città natale così Josph, rimasto solo, trascorreva il suo tempo in un caffè. Lo stesso in cui alloggiava Vincent. Il pittore rimase colpito dalla sua barba folta “come quella di Socrate”. In cambio del tempo passato a posare Van Gogh ricompensava il postino offrendogli da mangiare e da bere.

Gauguin
Paul Gauguin, Madame Roulin, 1888

Joseph lavorava alla stazione mentre Vincent si recava lì per spedire le sue opere al fratello Teo che faceva il mercante d’arte e a Parigi. In mostra i due ritratti di Armand (apprendista fabbro), uno mostra un adolescente un po’ impacciato mentre nell’altro con il cappotto giallo il giovane fissa il pittore negli occhi. Probabilmente il cappotto è lo stesso nei due dipinti ma Vincent ne cambia il colore optando per un giallo acceso. Il confronto rende visibile il passaggio di un ragazzino che si fa uomo.

Roulin
Ritratto di Gauguin, 1888

In passato Vincent aveva espresso il desiderio di avere figli, ma giunto a questo stadio della sua vita ci aveva ormai rinunciato. Così scrive: “Se il corpo ci impedisce di dare la vita, allora proviamo a generare pensieri al posto dei figli. In questo modo restiamo comunque parte dell’umanità”. Paul Gauguin visse un periodo ad Arles insieme a Vincent. I due artisti lavoravano spesso agli stessi soggetti. In mostra il ritratto di Madame Roulin eseguito da Gauguin.

Marcelle
Ritratto di Marcelle Roulin, 1888

Il volto di Marcelle Roulin ha la goffaggine tipica dei neonati, qui ha solo quattro mesi. Giocherella con le dita come fanno spesso i bambini piccoli. In quel periodo Van Gogh scrive che finalmente era riuscito a realizzare un suo grande desiderio: dipingere un’intera famiglia. La mamma di questi tre figli era la personificazione della rassicurante presenza materna.

Vincent. ha dato a queste opere lo stesso titolo: Augustine Roulin (La Berceuse), parola che in francese indica sia la ninna nanna che una donna intenta a dondolare la culla. La donna tiene in mano una corda che sottintende la presenza di un bambino in quanto serviva per far dondolare. La carta da parati a fiori che fa da sfondo alla scena è un’invenzione del pittore. I fiori sembrano danzare in un vortice quasi ipnotico e ricordano il cielo di una Notte Stellata. In proposito Vincent ha scritto in una lettera: “Spero di essere riuscito a cantare una ninna nanna con il colore”.

Roulin
Augustine Roulin (La Berceuse), 1889

Nel dipinto La sedia di Gauguin la sedia è la sola protagonista. Questa sedia compare in diversi ritratti di Augustine. Il tema floreale della carta da parati,che compare alle spalle dei soggetti dei suoi ultimi ritratti evoca le stampa giapponesi con i fiori sullo sfondo.
Quando Vincent ha avuto la sua prima crisi psicotica la famiglia Roulin gli è stata molto vicino durante e dopo il suo ricovero. Vincent ha realizzato queste tre versioni dopo il periodo trascorso in ospedale.Qunado fu dimesso dall’ospedale Roulin lo andò a prendere e lo portò a casa.

Roulin
Ritratti di Augustine Roulin a confronto

Esposte anche alcune lettere che Joseph ha scritto alla famiglia di Vincent in cui descrive lo stato fisico e mentale del pittore. Soffermatevi a osservare la mappa che vi mostra come si presentava la città nel periodo in cui vi è vissuto Vincent per circa 15 mesi. Cercate La Casa Gialla di Vincent sulla mappa oltre all’ospedale.

Roulin
La sedia di Gauguin, 1888

Al piano superiore della mostra, i visitatori possono entrare in una ricostruzione del quartiere di Arles dove un tempo sorgeva la Casa Gialla. Questa, realizzata a a grandezza naturale (alta 8 metri) è accompagnata da riproduzioni di fotografie storiche di Arles e dalle raffigurazioni che Van Gogh stesso fece dei suoi dintorni.

Roulin
Ritratto di Joseph Roulin, 1889

I visitatori, specie i più giovani, possono entrare nella Casa Gialla: ed eseguire i propri ritratti su appositi tavoli da disegno o inventare una storia nella Casa o scrivere un messaggio a una persona a cui tengono. I più piccoli possono colorare, mentre nell’angolo lettura le famiglie possono divertirsi con il Piccolo Libro d’Oro.

Roulins
Ritratti di Joseph Roulin a confronto

Se in altre occasioni abbiamo potuto ammirare la sua arte, visitare questa mostra ci consente di entrare in contatto con la sua vita privata, i suoi rapporti, con l’intimità di un grande pittore e di un uomo sensibile e fragile.
La mostra Van Gogh and the Roulins. Together Again at Last è organizzata in collaborazione con il Museum of Fine Arts di Boston ed è curata da Nienke Bakker (Van Gogh Museum) e Katie Hanson (MFA).

Informazioni

Van Gogh Museum
Indirizzo: Museumplein 6 – 1071 DJ Amsterdam
Periodo fino all’11 gennaio 2026
Email: info@vangoghmuseum.nl
Telefono: +31 (0)20 570 52 00
Orari
Biglietti: 24 €

Antonella Cecconi

Viaggi-cultura dipendente. Amo raccontare luoghi, persone, arte e culture. Innamorata dell'orizzonte non potrei vivere senza nuove destinazioni, arte, mare e la mia porta per l'altrove: i libri. I regali più graditi: un biglietto per un viaggio o un libro. Segni distintivi: una prenotazione in tasca, un libro nell'altra e un trolley accanto al letto. antonella@nomadeculturale.it

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