RoFF20 Rental Family – Nelle vite degli altri
Presentato alla Festa del Cinema di Roma il film con Brendan Fraser da oggi al cinema

Diretto dalla regista HIKARI (Mitsuyo Miyazaki) è ambientato nella Tokyo dei giorni nostri, su un aspetto poco noto del Giappone a noi occidentali. Rental Family – Nelle Vite degli Altri racconta le peripezie di un attore americano, Phillip Vandarploeug (Brendan Fraser, protagonista di The Whale, La Mummia), che stabilitosi da alcuni anni in Giappone fatica a trovare un lavoro.

Riesce però a trovarne uno insolito per un’agenzia giapponese di “famiglie a noleggio”. Una realtà, parenti in affitto, che nel mondo occidentale ancora non è presente ma che in Giappone esiste, con centinaia di società, dagli anni Ottanta. Un attore a noleggio chiamato a interpretare personaggi diversi per persone sconosciute. Ma Philip si comporta in modo maldestro nella formale società giapponese ma il suo crescente imbarazzo deriva dal suo coinvolgimento emotivo.

A poco a poco la realtà si mescola con la finzione, la performance, complicando inevitabilmente i rapporti e soprattutto il lavoro. Ma proprio affrontando le complicazioni morali del suo lavoro, Philip scopre che aiutare gli altri offre un senso alla sua vita. La scoperta dei legami umani però diventa, al contempo, un ostacolo al suo lavoro.

Il film ci offre uno spaccato della vita giapponese: cerimonie, riti, intransigenti test di ammissione nelle migliori scuole competitive e processione di amici dei gatti. Come afferma Shinji (Takehiro Hira, protagonista di Shogun): “Puoi vivere in Giappone per cento anni, e ritrovarti con più domande che risposte”.

Philip è per i giapponesi un gaijin (uno straniero), ma ogni rapporto e persona che incontra lo arricchiscono e sanano qualche ferita. Come quando interpreta la parte del figlio di un vecchio attore, lui che non era andato al funerale del padre. Brendan Fraser interpreta ancora una volta, e bene, un personaggio fragile e vulnerabile.

Il rapporto con la piccola Mia gli fa vivere per pochi giorni il rapporto con una figlia, lui che padre non era.
Ma l’incomunicabilità non è un male soltanto della popolazione giapponese. Le relazioni virtuali o “a noleggio” sono veramente terapeutiche?