La leggendaria Martha Graham Dance Company torna, dopo 51 anni, al Teatro La Fenice
La famosa compagnia di modern dance americana celebra i cento anni della sua fondazione a Venezia

Venezia. La Martha Graham Dance Company – cinquantuno anni dopo la sua ultima apparizione in laguna – ha scelto di celebrare al Teatro La Fenice i cento anni della sua fondazione. La più antica compagnia di modern dance americana è stata fondata nel 1938 da Martha Graham, in sostituzione del precedente Dance Group del 1926.

La Compagnia presenta – cinque repliche fino al 10 maggio nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2025-2026 della Fondazione Teatro La Fenice – tre creazioni della sua fondatrice: Diversion of Angels (1948), su musica di Norman Dello Joio; Lamentation (1930) su una partitura di Zoltán Kodály; e Chronicle (1936) su musica di Wallingford Riegger. Si tratta di tre brani che hanno fatto la storia della danza moderna, insieme a En Masse, una nuova produzione firmata dal coreografo americano Hope Boykin, su musica di Leonard Bernstein e Christopher Rountree, commissionata proprio per celebrare GRAHAM100, il centenario della Martha Graham Dance Company, e presentata in prima assoluta lo scorso ottobre in California.

Diversion of Angels (originariamente intitolato Wilderness Stair) è un balletto senza trama presentato per la prima volta il 13 agosto 1948. Questa coreografia è stata descritta da Martha Graham come una metafora dei tre aspetti dell’amore: la coppia in bianco rappresenta l’amore maturo in perfetto equilibrio; quella in rosso, l’amore passionale erotico e l’altra in giallo, l’amore adolescenziale. È una coreografia che non ha, comunque, bisogno di spiegazioni.
Vedere l’equilibrio, l’armonia compassata della coppia in bianco così come la danza spumeggiante della coppia in giallo non lascia dubbi sul significato della scena. Per questa danza Martha Graham si è ispirata a un dipinto di Vassilij Kandinskij: una pennellata rossa su fondo blu. La ballerina vestita di rosso che attraversa correndo il palco sembra la striscia di colore del pittore.

Lamentation (New York, 1930), su musica del compositore ungherese Zoltán Kodály, è una danza insolita, eseguita quasi interamente da seduta. La ballerina è avvolta in un tubo di maglia viola. Anche qui le diagonali e le tensioni del corpo della ballerina sono fortemente pittoriche e creano forme scultoree che esprimono la prigione del dolore. La figura, volutamente non identificabile, rappresenta il dolore stesso.

En Masse (2025), commissionato per celebrare GRAHAM100 (il centenario della Martha Graham Dance Company) rievoca la collaborazione della fine degli anni Ottanta tra Martha Graham e Leonard Bernstein, che non si concretizzò. La Leonard Bernstein Organization, in occasione di una ricerca, ha scoperto un brano musicale molto breve e sconosciuto intitolato Vivace che, a loro avviso, Bernstein compose per la coreografa. La musica di En Masse è un’‘espansione’ di Vivace firmata da Christopher Rountree, oltre il suo arrangiamento di estratti da MASS di Bernstein.

Chronicle (New York, 1936) è un balletto in risposta alla minaccia del fascismo in Europa. Martha Graham aveva rifiutato un invito a partecipare alle Olimpiadi del 1936 in Germania, dichiarando: «Troverei impossibile ballare in Germania al momento. Così tanti artisti che rispetto e ammiro sono stati perseguitati, sono stati privati del diritto di lavorare per ragioni ridicole e insoddisfacenti, che considererei impossibile identificarmi, accettando l’invito, con il regime che ha reso possibili tali cose. Inoltre, alcuni membri del mio gruppo di concerti non sarebbero benvenuti in Germania» (un riferimento al fatto che molti di questi erano ebrei). Chronicle rappresenta, con la sua intensità drammatica, il preludio della guerra.

Martha Graham (1894-1991) è una delle artiste più importanti del ventesimo secolo, non meno di un Picasso, di Stravinsky o Frank Lloyd Wright. Nel 1998 è stata nominata dal «Time»: “Ballerina del secolo”. Come coreografa he creato ben 181 balletti. Il suo approccio alla danza e la sua tecnica, con movimenti di contrazione e rilascio, ha rivoluzionato l’arte in generale e il suo innovativo vocabolario fisico ha influenzato la danza in tutto il mondo. Insegnò ad attori famosi a usare il proprio corpo come strumento espressivo. Della sua compagnia ha fatto parte Merce Cunningham e si è esibita con i più famosi ballerini come Magot Fonteyn, Rudolf Nureyev etc.

Già essere al Teatro La Fenice, che sorge nel sestiere di San Marco, è uno spettacolo. Il teatro (1790 – 1792), progettato da Gian Antonio Selva, ha subito un incendio nel 1836 e uno doloso che ne ha causato la distruzione il 29 gennaio 1996. Poi è stato mirabilmente ricostruito secondo il motto «com’era, dov’era», ripreso dalla ricostruzione del campanile di San Marco. Qui sono andate in scena prime assolute di opere di artisti quali Giuseppe Verdi, Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti.
Informazioni
Dal 6 al 10 maggio ore 15:30