La donna più ricca del mondo, un’altra irresistibile interpretazione di Isabelle Huppert
La Femme la plus riche du monde, l’alta borghesia con i suoi segreti in primo piano, dal 16 aprile al cinema
Presentato come “selezione ufficiale fuori concorso” al Festival di Cannes 2025 La Donna più ricca del mondo è un film liberamente ispirato al cosiddetto “affare Bettencourt”, che ha coinvolto la dinastia L’Oréal (nota casa di cosmesi) e ha riempito per molto tempo le cronache francesi finendo in tribunale. La saga di una potente famiglia industriale, che aveva costruito la sua fortuna attraverso il collaborazionismo durante la guerra.

Marianne Farrère (Isabelle Huppert), una donna seducente, fragile ma soprattuto potente e ricca. Frédérique (Marina Foïs), sua figlia ed erede, è una travagliata spettatrice di un dramma intimo che si consuma nelle pareti domestiche. Soffre, senza dimostrarlo in modo appariscente, come si conviene in una famiglia di altro rango.

Pierre-Alain Fantin (Laurent Lafitte) è il fotografo esuberante, esibizionista, adulatore e manipolatore. Spesso fuori dalle righe ma senza diventare ridicolo o macchietta. A questo Marianne non sa resistere, annoiata da una vita in una torre di avorio, circoscritta da regole e formalità, attraverso un artista opportunista sperimenta la trasgressione e si diverte.

Il maggiordomo (Raphaël Personnaz) da figura sullo sfondo diventerà sempre più un personaggio decisivo nella vicenda. Serve un sistema che gli è estraneo e di cui non comprende le dinamiche di classe, tanto da subirne le conseguenze.

In sottofondo il coinvolgimento della famiglia nel collaborazionismo e nell’antisemitismo che ne ha favorito la ricchezza ma che nel presente viene opportunamente occultato. Una famiglia così incredibilmente ricca lo è diventata anche per i suoi scheletri nell’armadio. La loro “normalità” è solo apparente, sono annoiati, infantili con tutti i capricci senza limiti che possono concedersi e in fondo mostruosi.

Allo stesso tempo emerge la loro vulnerabilità, fragilità e solitudine. Raramente l’alta borghesia francese è stata rappresentata così senza veli al cinema. Famiglie industriali che possono permettersi ogni tipo di lusso ma non ostentano la ricchezza, che si ritiene colpevole e volgare. Il loro lusso non non è esibito ma si percepisce ovunque.

I protagonisti, consapevoli del loro torbido passato, non vogliono attirare l’attenzione su di sé. Ma la figlia Frédérique non sta a guardare un artista sfrontato che ha invaso la loro compassata sfera familiare e che sua madre, priva di istinto materno, compra a colpi di assegni. Affronta il clamore mediatico piuttosto che essere complice silenziosa. Dietro a tanta ricchezza si consuma una tragedia familiare.

Isabelle Huppert interpreta benissimo la potente e snob ereditiera francese per la quale il denaro, come per l’alta borghesia, resta l’unica via di comunicazione e relazione. Il cast è all’altezza dei ruoli assegnati. La donna più ricca del mondo è stato presentato ieri, alla presenza dell’attrice, al Nuovo Sacher per la XV edizione di Rendez-Vous di cinema francese e sarà dal 16 dicembre al cinema.