RoFF20 Illusione, il potere maschile, dal 7 maggio al cinema
Presentato alla Festa del Cinema di Roma, il film di Francesca Archibugi in sala
Illusione inizia con il ritrovamento in un fosso, alla periferia di Perugia, di una ragazzina. Indossa vestiti costosi d’alta moda ed è bella. La polizia la crede morta ma un sospiro rivela che è ancora viva: si chiama Rosa Lazar (Angelina Andrei), moldava e non ha nemmeno 16 anni. La sostituta procuratrice Cristina Camponeschi (Jasmine Trinca) e lo psicologo Stefano Mangiaboschi (Michele Riondino) sono chiamati a occuparsi del caso. L’indagine è complicata perché Rosa non sembra avere coscienza delle violenze subite, teme ritorsioni e copre la verità dei fatti.

Rosa esprime un’esagerata allegria e una continua gioiosità che sono rivelatrici di un profilo psicologico disturbato. Una lolita che non sembra una prostituta e che ha l’ingenuità di una bambina. La sostituta procuratrice spera che Rosa possa condurla a smascherare una rete internazionale di depravati. Lo psicologo, invece, sembra voler condurre un’indagine interiore di Rosa che diventa anche uno scoprire se stesso.

In conferenza stampa la regista Francesca Archibugi ha raccontato la genesi del film: “Un pomeriggio già buio in un bar di Città della Pieve ho letto un articolo, ma proprio un trafiletto, sul Corriere dell’Umbria. Raccontava del ritrovamento in un fosso al margine della superstrada di una giovanissima prostituta slava che dapprima era stata creduta morta. Questo germe è stato lì a crescere per anni in modo del tutto inconsapevole. Ogni tanto ci ripensavo, a quella ragazzina del fosso, chi era, che cosa le era successo. Non ho mai saputo niente di più. Quindi è tutta immaginazione, e parecchia ricerca di mondi che non conoscevo”.

A poco a poco sono emersi i personaggi: insieme a Rosa Lazar (Angelina Andrei), Stefano Mangiaboschi (Michele Riondino), lo psicologo incaricato dai servizi sociali, Suor Lucia (Aurora Quattrocchi), direttrice della struttura protetta comunale dove Rosa è stata rinchiusa, e tra le forze dell’ordine, il vicequestore Pizzirò (Filippo Timi) responsabile del ritrovamento e delle indagini per conto della PM Cristina Camponeschi (Jasmine Trinca), rappresentante della Giustizia.

Il film sembra seguire una doppia indagine: da una parte scoprire chi è veramente Rosa Lazar e le sue patologie. Non sembra avere coscienza delle violenze subite e nasconde verità e nomi. Dall’altra quella giudiziaria che tenta di smascherare una rete legata alla prostituzione minorile. Come è arrivata a Perugia questa lolita che sembra non sapere di essere una prostituta? Per la sostituta procuratrice la ragazza è la chiave per scoprire scenari torbidi e criminali. L’indagine dello psicologo è di tipo interiore e servirà a scoprire la vita e i segreti di Rosa Lazar.

Da questa storia emerge anche una tragica realtà. Finché non si chiudono le indagini una minorenne non può incontrare la propria madre. Nei casi di tratta e prostituzione minorile, i magistrati interrompono i rapporti con la famiglia d’origine, perché spesso esiste una complicità dei genitori nella vendita delle ragazze ai trafficanti.
Nel film emerge anche lo spaccato di una realtà provinciale. Qui spesso bisogna lottare con i pregiudizi. In provincia resti per gli altri sempre quello che sei stato, anche se sei cambiato. Dove tutti conoscono tutti i cambiamenti non vengono accettati.

I protagonisti hanno interpretato bene i loro ruoli con tutte le sfumature relative alle loro zone d’ombra. In proposito, in conferenza stampa, Jasmine Trinca ha dichiarato: “questo personaggio per me non era affatto facile, se non altro per l’idea, di dover stare dentro un racconto di parola molto preciso, molto controllato”. Michele Riondino ha aggiunto: “Se l’Illusione è il bellissimo titolo di questo film, “il sospetto” potrebbe essere un suo sottotitolo”.

Oltre essere un noir o legal thriller il film fotografa una realtà che i vari movimenti femministi hanno contrastato ma che ancora permea la vita quotidiana: il potere è maschile e la violenza maschile ancora riempie le cronache.
La commissione ministeriale per i fondi al cinema – oltre a bocciare il documentario su Giulio Regeni Tutto il male del mondo e la sceneggiatura di The Echo Chamber, scritto da Bernardo Bertolucci prima della sua scomparsa (diretto da Andrea Pallaoro e con interpreti quali Luca Marinelli e Susan Sarandon) ritenuti privi dei requisiti necessari per l’accesso ai finanziamenti pubblici – ha negato i fondi a Illusione. Contro tale decisione il produttore Domenico Procacci ha annunciato che presenterà un ricorso.