43TFF. Highest 2 Lowest, Kurosawa si è trasferito a New York
Presentato nella selezione ufficiale a Cannes e riproposto al 43° Torino Film Festival il thriller “elettrizzante” del maestro Spike Lee
Torino. L’ultima pellicola di Spike Lee si apre con la canzone Oh, What a Beautiful Mornin‘ svelando subito lo stato d’animo del protagonista David King (un’impeccabile e immenso Denzel Washington) ricco imprenditore discografico, “ha l’orecchio migliore del settore”, che sta per acquisire l’etichetta musicale Stackin’ Hits Records da lui co-fondata.
Le riprese aeree di New York in una luce dorata sono un perfetto spot pubblicitario della città, impossibile resisterle. Denzel Washington dice del regista: “Lui è New York City. La vede in un modo che io non la vedo… e io sono nato e cresciuto qui”.

Mentre sta per ipotecare la casa dell’Olympia Dumbo di Brooklyn, per portare a compimento questa operazione, King riceve una telefonata: suo figlio è stato rapito. Il rapitore però fa un errore; invece di rapire Trey, figlio di David (Aubrey Joseph), cattura l’amico che altro non è che il figlio Kyle del più caro amico autista di David: Paul (Jeffrey Wright). L’imprenditore, quindi, deve decidere insieme alla moglie Pam (Ilfenesh Hadera) se pagare il riscatto di 17,5 milioni di dollari per il figlio dell’amico.

Ma il regista non si ferma al thriller e indaga la difficile scelta morale del protagonista: pagherà ugualmente il riscatto per un figlio che non è il suo? In gioco c’è l’integrità morale contro il consumismo; la moderna brama di fama, la celebrità a qualsiasi prezzo e le differenze di classe. Proprio il confronto stringente tra due amici, due padri separati dalla differenza di classe fa emergere le problematiche sociali.
Poi inizia una lunga sequenza dove Spike racconta la sua New York, seguendo Denzel Washington, con uno zaino pieno di dollari; nella metro. Racconta l’odio verso Boston Celtic fino ad arrivare al Puertorican Day nel South Bronx, sulle note del noto pianista Eddie Palmieri. Un inseguimento con tanto di folle parata, con un impatto visivo veramente eccezionale quasi uno dei migliori di questi anni.

Il film è liberamente ispirato, “badate bene, non faccio remake” ha detto Spike, alla pellicola Anatomia di un rapimento (High and Low, 1963) di Akira Kurosawa. In proposito il regista ha dichiarato: “Kurosawa è semplicemente un grande regista. Giriamo il mondo e sappiamo che ci sono grandi autori. Ho conosciuto il signor Kurosawa quando frequentavo la scuola di cinema. Ha davvero gettato le basi per il mio primo film. Per me, i grandi non si determinano in base alla loro nazionalità. La grandezza non ha nazionalità, fratello mio. Il grande è grande”.

Soprattutto nella parte finale del film Lee si discosta totalmente dal regista orientale contrapponendo il vecchio e il nuovo nel confronto tra King ed il rapper Yung Felony (A$AP Rocky), non solo generazionale ma anche basato sui sentimenti e sulla morale. Un conflitto quasi sensoriale e visivo (splendido lavoro di Matthew Libatique alla fotografia) che non dimentica mai di entrare in sintonia con il pianeta musicale.

La musica non è una semplice colonna sonora che fa da sfondo al film ma è una autentica protagonista. “Sono cresciuto in una famiglia musicale”, dice Lee, il cui padre, Bill Lee, musicista jazz, ha suonato con icone come Bob Dylan e Aretha Franklin.

Il duo Spike Lee-Denzel Washington, dopo anni di collaborazioni (cinque i film in cui hanno lavorato insieme) risulta ancora vincente in un thriller mozzafiato. “Non sapevo nemmeno quanti anni fossero passati! Ci siamo sempre visti. I nostri figli lavorano insieme. Non credo che il nostro rapporto si basi solo sul tempo che passiamo lavorando insieme. Ci vediamo spesso e le nostre famiglie stanno insieme. Quando mi ha mandato il copione gli ho detto che lo avrei fatto comunque. Sai, New York, Kurosawa… Gli ho attaccato il telefono dicendo solo “ci sto!”. Siamo un dinamic duo, come Batman e Robin” ha dichiarato il regista.
Un bellissimo e adrenalinico viaggio nella New York di Spike Lee che vale la pena di godere sul grande schermo al cinema e non solo sulle piattaforme streaming.