È l’Ultima Battuta?

È l’Ultima Battuta?

Il terzo film di Bradley Cooper è l’esplorazione di una separazione e del mondo della stand-up comedy, in sala dal 2 aprile

Proiettato in anteprima al Bif&st È l’ultima battuta? esce il 2 aprile in sala. Bradley Cooper filma la cronaca di una separazione ed esplora il mondo della stand-up comedy.
È l’ultima battuta? è una riflessione sul rapporto di coppia, sul matrimonio e sulla separazione. Un film, ambientato a New York, che si distingue per le interpretazioni dei bravi attori.

È l’Ultima Battuta?

New York. Alex (Will Arnett) affronta la crisi di mezza età e la prossima separazione dalla moglie dopo venti anni di matrimonio. Lui e la moglie Tess (Laura Dern) provano a mantenere rapporti civili e collaborativi in funzione dei figli. Si impegnano a non alterare il più possibile la vita familiare nella gestione dei figli, Felix e Jude. Già questa narrazione segna un distacco rispetto ad altre pellicole con vicende di separazioni conflittuali e traumatiche.

È l’Ultima Battuta?

Alex cerca di ripartire, da uomo maturo, con una nuova vita. Una sera, per evitare di pagare l’ingresso in un locale, si iscrive a una serata ‘open mic’ del Comedy Cellar, rinomato stand-up-comedy club. Questo evento casuale ha un inaspettato risvolto perché Alex trova un nuovo interesse nella sua vita e si appassiona, tanto da ripetere diverse volte l’esperienza. L’ascolto e l’apprezzamento del pubblico lo gratificano.

È l’Ultima Battuta?

Invece la moglie Tess riflette sui sacrifici fatti per la famiglia e sul suo abbandono della pallavolo. I due si confrontano con le loro rinunce, sconfitte e solitudini. Tess sembra in evoluzione, il marito sembra tentare. Entrambi sperimentano la possibilità che il loro amore possa evolversi anch’esso in qualcos’altro.

È l’Ultima Battuta?

Forse proprio il restare cristallizzato e legato all’immagine dell’altro di cui ti sei innamorato e al rapporto di coppia così com’era rende impossibile il proseguire, dopo tanti anni e tanti cambiamenti, nello stesso modo. Le persone, dopo 20 anni, non sono più le stesse e il loro rapporto cambia. Tutto questo esplode con la foto, che Alex espone nella sua stanza, di Tess che fa la schiacciata durante una partita di volley alle Olimpiadi. La foto è proprio come Alex vede la moglie e non come lei è ora, dopo che tanti anni sono passati da quella foto.

È l’Ultima Battuta?

Nonostante il background comune il rapporto non potrà tornare quello di anni fa, Tess dice al marito: “Mi hai lasciato molti anni da sola in questa relazione”. Così Tess fa riemergere la sua passione per la pallavolo e accetta la proposta di diventare allenatrice della squadra femminile per le prossime gare. Intanto i due nonostante la crisi del loro rapporto, continuano a frequentare le stesse coppie di amici. Anche loro di mezza età e con i loro rapporti in crisi. Ma tutti tentano di preservare allegria e spensieratezza tenendo per sé i malumori.

È l’Ultima Battuta?

Le vite dei due protagonisti scorrono parallelamente ma s’intersecano spesso; non riescono a stare insieme ma neanche a staccarsi. Poi una sera, casualmente (sembra poco credibile in una città come New York), Tess scopre la nuova identità di Alex. Accattivante il montaggio alternato con cui il regista segue il percorso di Alex per arrivare allo spettacolo e quello di Tess in un’occasione galante.

È l’Ultima Battuta?

Riscoprirsi nuovamente farà riemergere quel tessuto comune che è sempre rimasto. Il montaggio, con tempi diluiti soprattutto nella parte inziale, senza l’approfondimento delle cause delle crisi in atto rende superficiale la storia, edulcorata nel finale. È l’Ultima Battuta? regge per la bravura degli interpreti e per la colonna sonora che scandisce la trama: Under Pressure. Il fantastico brano dei Queen salva il finale del film.

È l’Ultima Battuta? – Voto 6,5 (max 10)

Informazioni

Searchlight Pictures

Antonella Cecconi

Viaggi-cultura dipendente. Amo raccontare luoghi, persone, arte e culture. Innamorata dell'orizzonte non potrei vivere senza nuove destinazioni, arte, mare e la mia porta per l'altrove: i libri. I regali più graditi: un biglietto per un viaggio o un libro. Segni distintivi: una prenotazione in tasca, un libro nell'altra e un trolley accanto al letto. antonella@nomadeculturale.it

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