“Avatar – la via dell’acqua”, già un miliardo di incassi. Quando il sequel supera il primo film

“Avatar – la via dell’acqua”, già un miliardo di incassi. Quando il sequel supera il primo film

James Cameron ci riporta con Avatar 2 a Pandora, ma questa volta in un mondo marino.

Con Avatar – la via dell’acqua il regista ci stupisce ancora una volta portandoci fuori dalla foresta del primo film – il kolossal del 2009 record di incassi con quasi tre miliardi di dollari ($ 2.922.917.914) – per immergerci, come suggerisce il titolo, nel mondo marino con tutti i suoi abitanti “giganti” del mare. Supportato da un budget di circa 250 milioni di dollari, in un paio di settimane, ha già incassato un miliardo di dollari. Con un cast stellare, Cameron ci trasforma – una volta indossati gli occhiali 3d – in perfetti Na’vi. Vediamo tutto con gli occhi del nostro alieno protagonista: un mondo godibile appieno solamente nella sala cinematografica.

Avatar la via dell'acqua
Avatar la via dell’acqua

Le immagini e i colori esplodono dinanzi ai nostri occhi in una dimensione fantastica, ma con numerosi richiami alla realtà, Cameron essendo un appassionato di oceanografia ci conduce in un mondo tutto nuovo, la via dell’acqua, il mondo marino. La trama è lineare ma la storia non è banale.

Il passaggio dalla foresta al mare è breve. Ritroviamo il protagonista Jake Sully (Sam Worthington) con la sua amata principessa Neytiri (Zoe Saldana) insieme ai loro quattro figli, minacciati di nuovo dal cattivo per eccellenza, il colonnello Miles Quaritch (interpretato da Stephen Lang). Era stato ucciso ma la sua memoria è stata preservata e impiantata in un nuovo Avatar Na’Vi, è lui un clone, un vero avatar.

Avatar La via dellacqua 3

Sully decide di lasciare la sua casa, la foresta, per proteggere il suo popolo e chiede asilo alla popolazione che si è adeguata a un ambiente sottomarino. Una stirpe acquatica, hanno mani palmate e coda rafforzata. Sono dei profughi, rifugiati A causa di questo cambiamento la sua famiglia dovrà imparare a cavalcare uccelli e balene, e a nuotare sott’acqua. Si passa dal riferimento ai nativi americani del primo film ai polinesiani del secondo. Popolazioni che vivono in sintonia con la natura. Chi ha avuto la fortuna di essere stato in Polinesia farà con questo film, al netto degli elementi fantastici, un secondo viaggio in quel meraviglioso mondo marino.

Tra i figli di Jake Sully c’è la figlia adottiva Kiri (Sigourney Weaver). Nata dalla dottoressa Grace (Sigourney Weaver), morta alla fine del primo film e misteriosamente rimasta incinta, fecondata probabilmente da un Na’vi. Kiri.è una bambina meticcia: ha l’aspetto dei Na’vi e poteri straordinari. Sembra unire le conoscenze materne e la capacità intuitiva dei Na’vi. Lei riesce ad ascoltare la Natura.

Avatar La via dellacqua 2

Cameron, oltre alle adrenaliniche scene d’azione, riesce ad approfondire il carattere e le relazioni tra i protagonisti (vedi il rapporto genitori-figli e la vita familiare). Ma soprattutto il rapporto conflittuale tra uomo (rappresentato dalla flotta militare) e la natura (rappresentata dai Na’Vi e dalle creature marine), minacciata da un feroce colonialismo capitalistico e predatorio. L’umanità divora l’ecosistema.
Infine la storia dei “reietti”, individui emarginati dalla società moderna ma che molto spesso sono le persone migliori tra tante persone “normali”. Come la balenottera rinnegata (tulkun) e il figlio ribelle che insieme oltre a fare amicizia dimostreranno di essere indispensabili per vincere sui militari.
Al primo Avatar (antimilitarista, anticolonialista ed ecologista) Cameron aggiunge in quest’ultimo contenuti sulla famiglia e l’inclusività: da parte della popolazione dell’acqua che accoglie i profughi e da parte di Sully e Neytiri che trattano la figlia adottiva e l’adolescente umano Spider, abbandonato neonato dalle truppe terrestri, come propri figli naturali.

Il film è ispirato, come il primo, dalla teoria “Gaia” dello scienziato inglese James Lovelock che vedeva il nostro “amato” pianeta Terra come un unico essere vivente e pensante.

Da Titanic ad Avatar il mondo sottomarino rimane il vero protagonista di queste storie. Diviso in tre atti di circa un’ora ciascuno si esce dalla sala sperando che arrivi presto Avatar 3. Tre ore che passano in un fiato tra azione e natura. Sembra di poter toccare con mano, durante le immersioni, le piante e gli animali. Cameron ci vuole immergere in questo mondo sottomarino fruibile da tutti, anche da chi non sa nuotare.

Con un nuovo sistema di motion capture assistiamo a un’avventura visiva sempre più realistica, godibile specialmente per le scene sott’acqua, un mix d’illuminazione e di scene in computer-grafica il cui risultato è un effetto coinvolgente e realistico, anche per l’occhio più allenato. Si consiglia vivamente la versione in 3D, a livelli mai raggiunti finora.

“Avatar – la via dell’acqua” – Voto 9 (max 10)

Informazioni

Durata: 192 minuti

20th Century Studios acquisita dalla Disney

Walt Disney Studios

Gianluca Furbetta

Freelance. Appassionato di cinema, enogastronomia e comunicazione. Dai gusti semplici, si accontenta del meglio. Laureato in Scienze delle comunicazioni (La Sapienza) e Master in comunicazione enogastronomica (Gambero Rosso). Email: gianluca.furbetta@gmail.com

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