Andrea Pazienza La matematica del segno
Buono l’esordio della Capitale italiana della Cultura 2026 con la mostra del celebre fumettista al MAXXI L’Aquila fino al 6 aprile
L’Aquila, a Palazzo Ardinghelli una mostra per tutti i gusti, per i collezionisti e appassionati di fumetti, per i curiosi, per i più piccoli che saranno stimolati da tanta creatività e dalle infinite possibilità del disegno.
Il titolo della mostra è dovuto alle linee precise di Andrea Pazienza, quasi un bisturi. Tutti suoi fumetti hanno il profumo dell’arte. La città Capitale italiana della Cultura 2026, L’Aquila, ha voluto dedicare una mostra a questo artista nel settantesimo anniversario della sua nascita (San Benedetto del Tronto 23 maggio 1956).

Hugo Pratt gli invidiava “la linea continua”, che non staccava dal foglio. Una linea continua che ritroviamo nel sapiente allestimento. Come la sua arte, l’allestimento fa esplodere i colori e dosa ironia e creatività. Il padre di Pazienza era un artista e la mamma insegnava educazione tecnica. Fin da piccolo studiava i classici della pittura.

Trasferitosi a Pescara a 13 anni ha frequentato, fino ai 18 anni, il liceo “Giuseppe Misticoni”. Furono i suoi docenti a fargli scoprire gli artisti del passato entrando in contatto con l’iconografia classica. I professori, che ha avuto, erano a loro volta artisti o intellettuali. Il confronto con i colleghi, per esempio Tanino Liberatore, è per lui uno stimolo a creare nuovi linguaggi. I suoi protagonisti escono fuori dallo spazio pittorico e sembrano entrare nella realtà.

Mente vivace e curiosa ha portato la pittura, la letteratura, l’autobiografia nel fumetto. Questa esposizione propone circa 300 suoi lavori, tra disegni, tavole a china, acquerelli, pennarelli etc.. Ma, oltre che un abile disegnatore, era anche un grande scrittore. Chi ha fatto più tesoro della sua lezione è stato Gipi. Lo stesso Zerocalcare ha affermato di essersi formato sui fumetti di Gipi. Con Andrea Pazienza il fumetto assurge a forma d’arte e nei suoi disegni è presente una continua tensione tra pittura e fumetto.

Il percorso espositivo inizia con i lavori infantili e giovanili (1956 -1968), prosegue con il periodo pescarese (1969 – 1973), gli anni bolognesi (1974 – 1984) fino agli ultimi lavori (1984 – 1988). Dallo studio dal vero passa alla caricatura, allo studio anatomico per poi arrivare alla deformazione espressiva del periodo bolognese. Nei primi anni il pennarello è il mezzo espressivo che predilige per i disegni più grandi. La sua prima mostra risale al 1973 e due anni dopo è protagonista di una mostra personale: Storia di una Convergenza.

Il suo stile contempla la precisione dell’osservazione naturalistica e la distorsione e deformazione di impronta espressionista. Il suo dialogo con la storia dell’arte è continuo. Nel suo Autoritratto come nobile olandese del Seicento i riferimenti barocchi diventano attrattivamente pop. Nel 1974 frequenta il DAMS a Bologna. Inizia, nel 1977, a pubblicare su Alter alter le puntate de Le straordinarie avventure di Pentothal. Il protagonista è uno studente fuori sede, un alter ego dell’autore, che fa le esperienze politiche di quegli anni: assemblee, occupazioni e alterazioni.

Insieme ad altri autori partecipa alla nascita di Cannibale, una rivista autogestita di sperimentazione grafica e narrativa. Il tono della rivista è dissacrante, ludico e pungente. A questo segue la sua collaborazione con il Male, dove l’ironia diventa un vero e proprio attacco politico. Nelle pagine di Frigidaire (fine 1980) prende vita uno dei suoi personaggi anni Settanta più famosi: Zanardi, dall’inconfondibile ghigno.

Ispirati al mondo disneyano sono i fogli come Pippo con pistola. Anche il presidente Pertini diventa, nel 1983, un protagonista delle su storie. L’amato presidente è rappresentato come un partigiano animato dalla passione per la libertà e la giustizia. Mentre Elisabetta Pellerano, il suo amore all’epoca, è la protagonista di Betta come leopardo (1982).

Nel 1983 Pazienza di trasferisce in Toscana, lontano dal caos cittadino. Nel 1985 conosce l’artista romana Marina Comandini che diventa, l’anno successivo, sua moglie. I due si stabiliscono in Val d’Orcia. Inizia la sua collaborazione con Comic Art, rivista che propone il miglior fumetto mondiale contemporaneo.

La sua pungente critica attira le lamentele dei lettori. La sua risposta è Zanardi “medievale” (1988), un mondo popolato di feroci cavalieri, castelli inespugnabili e supplizi. Lo sfondo è il paesaggio in cui l’artista è immerso. La storia, purtroppo, è rimasta incompiuta a causa della morte prematura dell’autore (1988).
Curatrici della mostra sono Giulia Ferracci e Oscar Giloti. La mostra proseguirà in primavera nella sede di Roma del MAXXI con opere diverse e un nuovo allestimento.
Informazioni
MAXXI L’AQUILA
Indirizzo: Piazza Santa Maria Paganica, 15, 67100 L’Aquila AQ
Telefono: 06 3248 6606
Orari: da lunedì a mercoledì chiuso
giovedì 9 > 13 da venerdì a domenica 11 > 19
la biglietteria è aperta fino a 45 minuti prima della chiusura del Museo
Biglietto: 10 euro intero – 5 euro ridotto